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Luca Zaia - Governatore del Veneto

Luca Zaia - Governatore del Veneto

Torna la "zona gialla plus": ordinanza di Zaia molto rigida su mascherine, bar e passeggiate

Il testo dell'ordinanza in vigore per il Veneto da sabato: stop passeggiate nel centro delle città e località turistiche, obbligo mascherina anche al bar se non si consuma e al ristorante si sta al massimo in quattro persone, anche se conviventi. Il Veneto torna "giallo plus"

Il presidente del Veneto Luca Zaia, dopo averla annunciata in conferenza stampa giovedì mattina, ha diramato il testo della sua nuova ordinanza regionale. Il provvedimento, si legge, avrà effetto da sabato 12 dicembre fino al prossimo 15 gennaio 2021, cioè la stessa scadenza del Dpcm nazionale, salvo naturalmente eventuali proroghe. L'ordinanza di Zaia verrà poi pubblicata nel BUR e potrebbero esserci lievi variazioni, ma i punti essenziali resteranno tali. Vediamo i principali di seguito.

La mascherina su e giù

Alla lettera A) punto 1 dell'ordinanza di Zaia si legge:

«Al di fuori dell'abitazione, è obbligatorio l'uso corretto della mascherina a copertura di naso e bocca, ad eccezione dei bambini di età inferiore a sei anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità. Nel caso di momentaneo abbassamento della mascherina per la regolare consumazione di cibo o bevande o per la pratica del fumo, dovrà in ogni caso essere assicurata una distanza interpersonale minima di un metro, salvo quanto disposto da specifiche previsioni maggiormente restrittive. Resta altresì obbligatorio l'utilizzo della mascherina sui mezzi privati se presenti a bordo persone tra loro non conviventi».

Viene di fatto reso un po' più blando nella formulazione (non nel contenuto), tornando ad un'espressione simile a quella di due ordinanze addietro (12 novembre 2020), l'obbligo di indossare la mascherina anche seduti nei locali quando non si sta consumando qualcosa. Tale obbligo, infatti, non compare più esplicitato in questo punto come nella precedente ordinanza (24 novembre 2020) dove si richiamavano anche i gestori come passibili di sanzioni, ma sta di fatto che chiunque si abbassi la mascherina, anche «per la regolare consumazione di cibo o bevande», e dunque pure al ristorante o al bar, deve stare ad almeno un metro di distanza dagli altri (cosa che comunque già dovrebbe essere).

Che succede però quando uno ha finito «la regolare consumazione di cibo o bevande», in virtù della quale l'ordinanza consente il «momentaneo abbassamento della mascherina»? Quel che si può ricavare per induzione è che la mascherina, anche al bar, bisogna poi rimettersela su, pure se si è seduti, ma non si stanno appunto consumando alimenti o bevande (oppure fumando). Insomma, tale obbligo non esplicito, si evince tutto da quell'aggettivo, momentaneo, riferito all'abbassamento della mascherina. Se l'abbassamento è momentaneo, vuol dire che finita la consumazione di alimenti, bevande o tabacchi, la mascherina va poi sempre rimessa. La conferma di ciò arriva poi nel punto di molto successivo (1, lettera C) dell'ordinanza di Zaia dedicato alla "ristorazione", dove tale obbligo trova nuova e questa volta esplicita formulazione (a fondo articolo).

Attività motoria, sportiva e passeggiate fuori dal centro città e località turistiche

Al punto 2 della lettera A) dell'ordinanza regionale firmata da Zaia torna, nella sua luminosa ambiguità, la ben nota prescrizione sulle passeggiate:

«L'attività sportiva o motoria e le passeggiate all'aperto sono effettuate presso parchi pubblici, aree verdi rurali e periferiche purché comunque nel rispetto della distanza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività e in ogni caso al di fuori delle strade, piazze del centro storico della città, delle località turistiche (mare, montagna, laghi) e delle altre aree solitamente affollate, tranne che per i soggetti che risiedono o dimorano in tali aree».

Rispetto alla precedente ordinanza anche in questo caso la formulazione è leggermente più blanda: non si dice più che le passeggiate «sono consentite», ma semplicemente «sono effettuate». Resta comunque una formula prescrittiva, pertanto le attività motorie, sportive e le passeggiate vanno comunqe fatte «al di fuori» dei centri delle città (dove si può però sempre accedere per fare acquisti nei negozi o consumare nei locali), delle località turistiche di lago, montagna e mare e di tutte le altre aree solitamente affollate. Due le categorie di persone esentate dal rispetto di tale disposizione: i residenti e chi dimora in tali aree. Domanda: si può andare a passeggiare in montagna? Attendiamo nuovi chiarimenti. 

La forte raccomandazione

Anche Zaia, dopo il Governo, tiene a fornire una «forte raccomandazione» ai cittadini. Al punto 3 della lettera A) dell'ordinanza regionale infatti si legge:

«È fortemente raccomandato di non recarsi in altra abitazione di un nucleo familiare diverso dal proprio se non per necessità o motivi di lavoro».

Commercio al dettaglio

L'ordinanza stabilisce che l«'accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari è consentito ad una persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di età inferiori a 14 anni». Nei locali fino a 40 metri quadri può poi accedere «un solo cliente per volta», mentre negli esercizi commerciali con superficie oltre i 40 metri quadri «un cliente ogni venti metri quadri».

Ristoranti e simili: dalle 15 a chiusura solo seduti, dalle 11 alle 15 «prioritariamente» seduti

È il punto 1 della lettera C) dell'ordinanza che in parte era già stato annunciato dal governatore Zaia in conferenza stampa, ma che presenta diversi elementi d'interesse:

«L'attività di somministrazione di alimenti e bevande si svolge, dalle ore 11 alle 15, prioritariamente occupando i posti a sedere, ove presenti, sia all'interno che all'esterno dei locali e, riempiti i posti a sedere o in caso di assenza di posti a sedere, rispettando rigorosamente il distanziamento interpersonale.

Dalle ore 15 alla chiusura l'attività si svolge solo a favore di avventori regolarmente seduti nei posti interni ed esterni del locale. Vanno in ogni caso rispettate le Linee Guida approvate dalla Conferenza delle Regioni anche relativamente alla distanza minima interpersonale di un metro.

La mascherina va utilizzata sia in piedi che seduti, anche durante la conversazionne, salvo che nel tempo strettamente necessario per la consumazione. Non possono essere collocati più di quattro avventori per tavolo, anche se conviventi, con rispetto in ogni caso dell'obbligo del distanziamento di un metro».

Il punto è molto delicato ed importante: non solo chiarisce che l'obbligo di tenere la mascherina in Veneto, a differenza che nel resto d'Italia, vige anche seduti al bar o ristorante «salvo che nel tempo strettamente necessario per la consumazione», ma ancor di più l'ordinanza di Zaia prevede che non possano stare seduti insieme al tavolo più di quattro avventori sempre, cioè anche se si tratta di persone conviventi.

Il Dpcm impone quattro persone al massimo per tavolo se non sono conviventi tra loro, mentre l'ordinanza di Zaia, dinanzi ad una famiglia di cinque persone i cui componenti convivano nella stessa casa e che va al ristorante per Natale, poniamo, impone ugualmente di far sedere nel locale tre da una parte e le restanti due persone in un altro tavolo. Questo anche se si tratta di persone tra loro conviventi. La disposizione è chiara: «Non possono essere collocati più di quattro avventori per tavolo, anche se conviventi». E per di più deve essere rispettato anche il metro di distanza pure tra persone che siano conviventi: «Con rispetto in ogni caso dell'obbligo del distanziamento di un metro», si legge sempre nell'ordinanza.

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