Cronaca Centro storico / Corso Porta Nuova

Zaia si oppone all'arrivo di nuovi migranti nella regione: "Confermo il no del Veneto"

Si è svolto oggi il Tavolo di Coordinamento regionale per trovare nuove sistemazioni dedicate ai 700 profughi che dovrebbero arrivare nelle prossime ore in terra veneta

L'emergenza profughi vive un altro capitolo della sua storia, dopo la tragedia avvenuta in mare nelle scorse ore. Per lunedì infatti era previsto il Tavolo di Coordinamento regionale convocato dalla Prefettura di Venezia per discutere dei nuovi alloggi per i 700 migranti che verranno destinati alla Regione. È necessario infatti individuare nuove soluzione per non costringere i migranti a spazi angusti, rischiando così che anche dal punto di vista dell'ordine pubblico la situazione degeneri. 

Come riportato anche dal quotidiano L'Arena, l'ipotesi delle caserme, viene tirata in ballo oramai da alcuni mesi e su di essa si era espressa anche Perla Stancari, al tempo prefetto di Verona e oggi in pensione, affermando che " ci vorrebbero delle strutture adatte e già pronte per l'accoglienza. Non possono essere caserme dismesse da troppi anni perché non abbiamo né il tempo né probabilmente le risorse per ristrutturarle". 

I nuovi arrivi poi hanno scatenato la reazione di diverse fazioni politiche, in primis la Lega Nord, che aveva lanciato la provocazione di occupare le strutture in questione. Proprio in queste ore il governatore veneto Luca Zaia è tornato sulla questione in una nota diffusa agli organi di stampa: Un’emergenza che dura da 4 anni non è tale. E’ la prova dell’assoluta indisponibilità a fare qualcosa da parte dell’Europa e dell’incapacità dello Stato italiano di governare un fenomeno che non era né imprevisto né imprevedibile. Dopo l’ennesima tragedia è il momento di tramutare il dolore in coraggio: bisogna attuare subito un blocco navale, impedire le partenze, sbarcare sulle coste libiche per gestire con umanità campi profughi e tendopoli, e aiutare nel proprio Paese chi ne ha bisogno. Lo dico da anni, prendo atto che da ieri lo dice anche Renzi. Per tutta una serie di motivi confermo il no del Veneto a nuovi arrivi, un territorio che già si fa carico di 515 mila immigrati, dei quali 42 mila disoccupati e in una Regione che è la terza d’Italia per incidenza di residenti immigrati, pari all’11% della popolazione”.
Con queste parole il Presidente della Regione Veneto ha ribadito il “no” dell’Istituzione regionale, al quale si sono aggiunti quelli dell’Anci (Comuni) e dell’Upi (Province) del Veneto, a nuovi arrivi di migranti sul territorio, intervenendo, oggi a Venezia, alla riunione del comitato di coordinamento sul tema convocato dal Prefetto Cuttaia.
Fatto salvo l’aspetto sanitario, “noi curiamo tutti a prescindere da tutto e lo facciamo di nostra iniziativa fin dal primo giorno, anche come forma di prevenzione”, il Governatore ha posto l’accento sulla “realtà innegabile delle tensioni sociali che crescono tra le gente, dei problemi sempre più grandi dei Sindaci a far fronte ad arrivi comunicati a ore e a cittadini alle prese con la crisi e in condizioni di bisogno che non capiscono perché il Comune non fa nulla per loro, ma si attiva su questa questione, dell’incertezza, che nessuno può cancellare, sulle effettive qualità personali di chi arriva, perché ormai anche i bambini sanno che dietro questa storiaccia ci sono l’Isis e organizzazioni criminali senza scrupoli”.
Il Presidente ha infine posto la questione dei numeri. “Le tabelle consegnateci oggi – ha sottolineato – parlano di 2.677 migranti presenti al 2° aprile nelle strutture ospitanti e di 7.667 persone sinora arrivate. Sono esattamente 5.000 fantasmi dei quali non si sa più nulla. Dove sono? Cosa fanno? Delinquono? Soffrono? – si è chiesto il Governatore - Nessuno ce lo sa dire, e la cosa è preoccupante, anche perché il loro numero, se non si fa qualcosa di coraggioso e realmente umanitario, salirà esponenzialmente”.

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