Zaia a Conte: «La riapertura deve tener conto della tutela dei minori»

Nel consueto aggiornamento sull'emergenza coronavirus in Veneto, il presidente regionale ha parlato anche del tema dell'accudimento dei figli

 

Lettura del bollettino, considerazioni, risposte alle domande e spazio agli assessori presenti. Anche oggi, 23 aprile, è stata rispettata la liturgia dell'aggiornamento sull'emergenza coronavirus in Veneto tenuto dal presidente Luca Zaia, insieme all'assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin e all'assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin. Un aggiornamento in cui sono stati affrontati diversi temi, ma uno in particolare è stato sottolineato da Zaia ed è quello dei figli. Si è capito ormai che a maggio si andrà ormai verso una graduale riapertura delle attività economiche, mentre è ufficiale che le scuole resteranno chiuse fino al termine dell'anno scolastico. Il problema per le famiglie sarà dunque quello dell'accudimento dei figli, se entrambi i genitori torneranno al lavoro. Ed è un problema che la Regione ha incominciato ad affrontare.

Il presidente regionale ha comunque proceduto con ordine, leggendo prima i dati del giorno sulla diffusione di Covid-19 nel Veneto e poi quelli sulle donazioni alla Regione per fronteggiare l'epidemia. «Siamo arrivati a quasi 36mila donatori e i soldi raccolti sono 55 milioni e 340mila euro», ha dichiarato Zaia, il quale attende insieme agli altri presidenti di Regione il nuovo provvedimento del Governo sulla ripartenza prevista per il 4 maggio. «I nostri dati dimostrano che siamo in grado di affrontare un'apertura dal punto di vista sanitario, che i veneti hanno rispettato le regole e che non c'è stata nessuna ricaduta, nonostante le parziale aperture concesse nelle ultime settimane, anzi la curva dei ricoverati scende. Quindi con i giusti accorgimenti ci possiamo mettere tutti in sicurezza».

Luca Zaia ha poi annunciato il confronto di questo pomeriggio tra l'assessore Lanzarin e il mondo della scuola ed ha rivelato di aver scritto una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte. «Il tema delle aperture non può essere disgiunto dal tema della tutela dei minori - ha dichiarato il presidente del Veneto - Noi ci stiamo attrezzando, pensando ad un sistema virtuoso creato insieme alle scuole paritarie. Ancora non si sa se si potranno fare i centri estivi, però se potessimo organizzare dei centri estivi e se ci fosse la disponibilità ad un'apertura estiva anche delle scuole paritarie riusciremmo a dare un bel sostegno alle famiglie». Ovviamente Zaia parla di quei servizi di sua competenza, quelli per i bambini tra gli 0 e i 6 anni. Dai 6 anni in su, infatti, c'è la scuola dell'obbligo, di competenza statale, ma anche su questo fronte Zaia ha suggerito a Conte di intervenire. «Ho scritto a Conte di pensare ad una diversa modalità di utilizzo degli edifici scolastici per i minori, sempre per dare un aiuto alle famiglie. Perché ce ne sono alcune che riescono a gestirsi i minori, ma penso che la stragrande maggioranza sia in difficoltà. Si potrebbe pensare ad una scuola non più intesa come banchi e ambienti confinati, ma vissuta come una struttura più aperta. Fermo restando che le famiglie vanno sostenute anche economicamente». 

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