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Pressione fiscale locale in diminuzione. Zaia: "Ancora meglio con l'autonomia"

Il presidente della Regione porta i dati pubblicati da Il Sole 24 Ore a supporto della sua battaglia per l'autonomia del Veneto. "In sette anni abbiamo fatto risparmiare ai veneti quasi 2 miliardi di tasse"

Il Veneto è tra le Regioni italiane col minor peso fiscale locale, addirittura in diminuzione del 13,7% nel 2016 rispetto al 2015, passando da 1.659 a 1.453 euro di prelievo a famiglia. Il tutto senza la benchè minima autonomia di manovra, con un bilancio a destinazione libera quasi azzerato dai tagli delle ultime finanziarie nazionali e senza un euro che torni sul territorio dei molti miliardi di residuo fiscale attivo che mandiamo a Roma.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia legge in questo modo i dati elaborati da Bankitalia e pubblicati oggi, 21 agosto, da Il Sole 24 Ore. Il quadro sulla pressione fiscale a livello locale mostra che mediamente in Italia a una famiglia media vengono prelevati quasi 1.700 euro e dal 2015 al 2016 questa pressione è diminuita. Una diminuzione avvertita anche in Veneto dove le imposte locali incidono anche meno rispetto alla media nazionale. Dati che Zaia porta a supporto della sua battaglia per l'autonomia della regione, battaglia che passa anche attraverso al referendum di ottobre.

In sette anni - ha fatto notare Zaia - siamo riusciti a far risparmiare ai veneti un miliardo e 900 milioni di euro di tasse, evitando di applicare addizionali Irpef regionali e i ticket sanitari locali aggiuntivi rispetto a quelli introdotti dallo Stato. Fatto da una Regione a statuto ordinario è una specie di miracolo, come dimostrano i consistenti aumenti imposti da varie Regioni a statuto ordinario come noi, e le forti diminuzioni registrate in alcune Regioni a statuto speciale. C’è poco da fare sono numeri inequivocabili: più i fondi pubblici rimangono sul territorio e vengono ben gestiti, come in Veneto, meno la gente viene sommersa di tasse e meglio questi soldi, provenienti dalle sue tasche, vengono utilizzati. La Regione ha saputo tagliare le tasse anche in condizioni che hanno invece portato altre Regioni a statuto ordinario ad aumenti consistenti. Si pensi ora solo per un attimo se e quando il Veneto potrà disporre di almeno una parte, non dico di tutto che sarebbe comunque il giusto, di quel paio di decine di miliardi di tasse di saldo fiscale attivo che i veneti pagano a Roma non ricevendo di ritorno nemmeno un grazie. Ne deriverebbero non solo investimenti sull'economia e sul welfare, ma anche alleggerimenti fiscali sugli enti locali e altri tagli alle tasse pagate direttamente o indirettamente dalla gente.

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