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Autonomia, Luca Zaia si dice pronto a firmare pre-intesa e chiede un "cronoprogramma"

"Un processo come l'autonomia non dura un paio di mesi. Ovvio che se entro il 4 marzo riusciamo a fare delle firme parziali per consolidare quanto fatto fino ad ora è meglio, - ha dichiarato il presidente - altrimenti vorrà dire che faremo tutto con il Governo che verrà"

«Entro questa settimana presenteremo al Governo, insieme alla Lombardia, un documento con le nostre richieste, elaborate dai tecnici, sulla bozza che ci è stata presentata, con l'obiettivo di firmare una pre-intesa quadro, nel caso le nostre controdeduzioni siano accolte e il documento sia modificato». Secondo quanto riportato dall'Ansa, ad annunciarlo ieri è stato lo stesso presidente del Veneto Luca Zaia, al termine dell'incontro con la delegazione trattante che sta discutendo a Roma dell'attribuzione alla Regione di maggiori forme di autonomia.

Lo stesso governatore del Veneto quest'oggi è poi tornato sull'argomento: «Un processo come quello dell'autonomia non dura un paio di mesi. Ovvio che se entro il 4 marzo riusciamo a fare delle firme parziali per consolidare e cristallizzare quanto fatto fino ad ora è meglio, altrimenti vorrà dire che faremo tutto con il Governo che verrà. Io spero che si accolgano le nostre istanze e si inizi a firmare quanto già consolidato».

Tra le principali richieste avanzate da parte del movimento autonomista, vi è anzitutto quello che Zaia definisce un "cronoprogramma" da stabilire prima del voto e che impegni il futuro Governo italiano a rispettare una serie di tappe: «Sul fronte giuridico noi vogliamo una pre-intesa quadro, - ha infatti spiegato il presidente del Veneto - e che si definisca un cronoprogramma per il prossimo Governo in modo che chi arriva dopo sappia cosa fare e in che tempistica. Poi ci sono altri due aspetti: le 5 materie su cui abbiamo già trattato in molti casi non hanno visto raccolte le nostre istanze. Penso al lavoro dove di fatto non ci viene dato nulla rispetto a quanto richiesto o ad altre materie, come la sanità, dove ci aspettiamo di più di quanto riconosciuto. Infine si firma se si abbandona la spesa storica, - ha quindi concluso Zaia - che penalizza il Veneto e tradirebbe, se accolto come criterio, il mandato ricevuto dai veneti il 22 ottobre».

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