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Modifiche al Parco della Lessinia. Il Wwf vuole partecipare al confronto

L'associazione ambientalista non è contraria a modifiche di confini e di zone del parco e vuole essere coinvolta nel dibattito tra Regione e Comuni

Regione Veneto e sindaci dei Comuni interessati dal Parco della Lessinia si sono confrontati sulle modifiche che la Regione intende condividere con gli amministratori del territorio in cui insiste il parco. Un confronto a cui vorrebbe partecipare anche il Wwf veronese che non è contrario a modifiche riguardanti in confini e le aree protette del parco, ma è su posizioni diverse da quelle manifestate dalla Regione. "Per salvare questo importante bene collettivo dobbiamo necessariamente chiederci come è stato possibile che una parte rilevante della popolazione della Lessinia sia tuttora ostile al parco - scrive Luigi Daniele Facincani, presidente di Wwf Verona - Prima di tutto è opportuno riconoscere l’inadeguatezza fin qui mostrata nella gestione. Dal momento della sua costituzione il parco è stato affidato alla gestione di amministratori locali che non lo volevano e non hanno promosso e trasmesso ai cittadini tutte le opportunità che un parco naturale è in grado di attivare".

"Riteniamo incoerente procedere verso una modifica territoriale del parco, partendo da un emendamento inserito in una legge che si occupa di temi del tutto diversi, quindi senza tener conto del piano ambientale complessivo della zona interessata - continua Facincani - Si può però aprire un dibattito sulla ridefinizione complessiva sia dei limiti che della zonizzazione del Parco della Lessinia, coinvolgendo le entità locali ed i portatori di interessi diffusi, come ad esempio il Wwf. Gli obiettivi di questa iniziativa sarebbero quelli di apportare modifiche che migliorino la qualità e la quantità dell’ecosistema protetto e rendere possibile nei cittadini della Lessinia una miglior percezione delle opportunità positive fornite dalla presenza del parco. Le aree eventualmente individuate come contigue sarebbero di fatto fuori dal parco e per tale motivo non potrebbero essere disciplinate dal relativo piano ambientale. E nelle aree all’interno dei confini del parco non si dovrebbe permettere la caccia. Infine, la gestione del parco deve essere affidata ad un organismo autonomo che non debba identificarsi con la Comunità Montana o con i Comuni".

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