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Verona, società Riva replica al Gip: "Impossibile pagare bollette e fornitori"

Il Gruppo smentisce che si possa lavorare ugualmente nonostante il sequestro dei conti: "Il provvedimento sottrae alla nostra disponibilità tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d'uso a beneficio dell'azienda"

"In conseguenza del nuovo atto di sequestro, le banche finanziatrici di Riva Acciaio, che erano tornate a riattivare i fidi, ne hanno immediatamente disposto il congelamento totale o la revoca". Lo afferma in una nota Riva Acciaio, ribadendo che ''il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla società di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attività produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali già venduti".

La procura di Taranto, sabato scorso aveva scritto che il provvedimento di sequestro "non prevede alcun divieto di uso" dei beni aziendali, aggiungendo che il custode-amministratore "è autorizzato ex lege a gestire eventuali necessità di ordine finanziario". Riva Acciaio afferma invece, "in relazione alle dichiarazioni contenute in una nota della Procura di Taranto riprese dalla stampa, secondo cui il provvedimento di sequestro non impedirebbe l'uso degli impianti", che "tali dichiarazioni non trovano purtroppo riscontro nel provvedimento del Gip di Taranto di cui ha ricevuto notifica il 9 settembre 2013. Tale provvedimento sottrae infatti alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d'uso a beneficio dell'azienda. Come è noto, in assenza di un espresso provvedimento di concessione della facoltà d'uso, il sequestro preventivo penale impedisce all'azienda ogni utilizzo, in qualsiasi modo o forma, dei beni oggetto di sequestro".

IL GIP DI TARANTO CONGELA I CONTI RIVA ACCIAIO. A CASA 429 LAVORATORI

Peraltro, aggiunge Riva, "in conseguenza del nuovo atto di sequestro, le banche finanziatrici di Riva Acciaio, che erano tornate a riattivare i fidi, ne hanno immediatamente disposto il congelamento totale o la revoca"; quindi "il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla società di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attività produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali già venduti". Il gruppo precisa infine che "la società ha immediatamente informato il Custode Giudiziario dei beni sequestrati per avvertirlo delle conseguenze operative del sequestro sull'azienda, ma allo stato non ha ricevuto alcun riscontro né scritto né verbale". Sono ancora in programma incontri al Ministero per lo Sviluppo Economico, ricorda la nota, "per una valutazione della situazione di emergenza, occupazionale e produttiva, in conseguenza del sequestro".

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