Cronaca

Vrban, la dura replica dei 99 Posse: "Verona non è più in Italia"

Dopo le polemiche e successivo annullamento della loro esibizione in programma il 4 settembre è arrivata la risposta del gruppo napoletano: "Basta minacciare il ricorso squadrista alla piazza per annullare un concerto"

"Non sapevamo che, dalla data della nostra unica e lontana esibizione negli anni Novanta, Verona non fosse più in Italia. Non sapevamo che, in quella città, le organizzazioni neofasciste potessero ottenere l'annullamento di un concerto regolarmente contrattualizzato, perché la band che avrebbe dovuto esibirsi è dichiaratamente antifascista”.

Così i 99 Posse in merito alla cancellazione del loro concerto previsto giovedì 4 settembre a Verona. Una scelta presa dagli organizzatori di Vrban Ecofestival dopo le tante polemiche innescate per la decisione di far esibire nella città scaligera un gruppo di estrema sinistra.

Polemiche diventate “insostenibili” per gli stessi organizzatori di Vrban e che avevano fatto venire meno “le condizioni di sicurezza” per lo svolgimento del concerto. Di qui la decisione di annullare l'esibizione del gruppo napoletano, che ora fa sentire la sua voce attraverso una nota pubblicata sulla propria pagina facebook.

“Noi, illusi, eravamo rimasti alla Costituzione della Repubblica Italiana - attacca il gruppo -. Sì, esatto, quella nata dalla Resistenza e proprio dal ripudio del fascismo che garantisce a ogni cittadino il diritto di espressione".

Per i 99 Posse, "evidentemente a Verona, in virtù della sua fuoriuscita dall'Italia della quale nessuno era a conoscenza, queste regole che sono alla base della nostra pur imperfetta democrazia non valgono più, sono state rovesciate. E così, basta minacciare il ricorso squadrista alla piazza, perché gli organizzatori del Vrban Eco Festival annullino unilateralmente il concerto, ritenendo che non ci siano condizioni di sicurezza sufficienti per il pubblico e gli operatori".

"Mentre il sindaco leghista Flavio Tosi fa professione di liberalità fumosa, mediatica e cerchiobottista - sottolineano - l'opposizione in consiglio comunale sostanzialmente tace, e la pubblica sicurezza che solitamente affolla i nostri concerti, con una presenza né invocata né gradita, stavolta si gira dall'altra parte, come spesso accade quando si tratta di estrema destra".

Per il gruppo non deve stupire "se a Verona il Comune concede gratuitamente l'Arena per far esibire due gruppi dichiaratamente neonazisti come Sumbu Brothers e 1903. Non deve stupire, se a Verona ex squadristi picchiatori fanno carriera politica, se le lauree si festeggiano con la 'caccia ai rossi' a mano armata in giro per i locali di Veronetta, se le intimidazioni sono all'ordine del giorno".

Ma è solo una questione politica o c'è dell'altro, si chiede il gruppo campano. "In questi giorni la nostra pagina facebook è presa d’assalto da utenti chiaramente riconducibili alla curva sud veronese. E in questo caso gli insulti sono squisitamente a base di razzismo antimeridionale, con il consueto campionario di «terroni, lavatevi, benvenuti in Italia». Dello stesso tenore, anche molti commenti agli articoli apparsi on line in questi giorni, come se Verona si apprestasse a ospitare una delle sentitissime partite contro il Napoli e non invece il concerto di un gruppo musicale. Ci troviamo quindi di fronte all’ennesimo episodio di bieco antimeridionalismo, di cui si rendono protagoniste le frange estreme e politicamente connotate della tifoseria veronese".

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