Sgarbi a Fieracavalli: "Il prossimo ad avere una statua equestre sarò io"

Tra i tanti vip presente alla manifestazione in corso a Veronafiere, anche il critico d'arte che dice di avere già il progetto pronto. "Se volete, mettiamo la mia statua davanti a Castelvecchio"

Sgarbi a Fieracavalli (foto Ennevi)

DIfficile che un personaggio come Vittorio Sgarbi non si prenda la scena. Tra i vip presenti a Veronafiere, oltre ad Andrea Bocelli, Matilde Borromeo, Antonella Clerici, Fabrizio Frizzi e Natalia Estrada, anche il critico d'arte è stato ospite oggi, 12 novembre, a Fieracavalli

"Il prossimo ad avere una statua equestre sarò io - ha detto Sgarbi - Ho già il progetto pronto: a San Severino o qui a Verona, se mi vogliono, davanti a Castlevecchio. Sarò come Gattamelata e Colleoni, i più grandi bronzi equestri". E chissà, se riuscisse a riportare a Verona i quadri rubati a Castelvecchio ci si potrebbe pure fare un pensiero.

Nella penultima giornata di Fieracavalli c'è stato spazio anche per il cuore. È stata presentata una ricerca di un gruppo di etologi e ingegneri dell'università di Pisa.  Lo studio è stato condotto misurando la sincronizzazione indotta dalla stimolazione emotiva durante l’interazione fra esseri umani ed equini, mettendo a confronto i rispettivi ritmi cardiaci. "Quello che abbiamo realizzato - fa sapere Paolo Baragli, responsabile del progetto - è un’iniziativa pioneristica che apre importanti prospettive nella comprensione del legame emozionale fra cavallo e uomini, alla luce delle attuali conoscenze dell’empatia negli animali e delle tecnologie di bioingegneria oggi disponibili. Sembra che durante la relazione accada qualcosa nell’organismo dovuto proprio alla qualità del rapporto e che questo sia anche misurabile". La ricerca ha analizzato tre situazioni differenti. "Ognuna - ha spiegato Elisabetta Palaci, etologa dell'università di Pisa - si caratterizza per una sincronizzazione significativamente diversa, tanto che siamo stati in grado di riconoscere i tre tipi di relazione in modo automatico e con un’accuratezza superiore al 70 per cento". Questo studio, che oggi è soltanto nelle prime fasi, apre importanti scenari applicativi sia in ambito sportivo che nella pet-therapy.

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