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Vittore Bocchetta (Foto Facebook)

Vittore Bocchetta (Foto Facebook)

«Ribelle, antifascista, resistente», si è spento a 102 anni Vittore Bocchetta

È stata sepolto, con una cerimonia privata, nel cimitero monumentale di Verona. In tanti lo hanno ricordato come artista, ma soprattutto come un uomo coraggioso che ha dovuto affrontare anche la deportazione

È morto in casa giovedì scorso, 18 febbraio, ed è stato sepolto nel cimitero monumentale di Verona Vittore Bocchetta. L'ultimo saluto si è tenuto in forma privata, come da lui richiesto, ma la città di Verona non poteva lasciare che questo 102enne se ne andasse in silenzio. In tanti, infatti, lo hanno ricordato come artista, ma soprattutto come protagonista dell'antifascismo locale, una scelta di campo che gli costò la deportazione.

«Attraverso la letteratura e l'arte, ha dedicato la sua lunga vita al racconto della tragedia della deportazione che lui stesso ha vissuto e che con dignità e lucidità ha voluto raccontare per valorizzare il significato della parola libertà - hanno dichiarato in una nota congiunta i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Verona - Arrestato più volte tra il '43 e il '44, conosce ogni prigione cittadina, dalle Corridoni agli Scalzi, dalle casermette di Montorio al palazzo dell'Ina, sede delle Ss e luogo di tortura. Diventa attivo nelle formazioni antifasciste: tra le operazioni a cui partecipa, la fuga di un gruppone di prigionieri italiani da una caserma nazista. Per questo viene catturato e finisce nelle mani delle Ss. Segue la deportazione, su un carro bestiame: destinazione Hersbruck, lager satellite di Flossenburg: luogo dove vive mesi terribili (arriva a pesare 45 chili), e dove gli viene assegnato il numero 21631. Proprio lì, ancora adesso si trova una sua scultura Ohne namen. Come sindacato veronese vogliamo ricordare un uomo coraggioso che ha pagato per le sue idee di libertà e che non ha mai smesso di raccontare, soprattutto alle giovani generazioni, le pagine buie della nostra storia. A lui va un ringraziamento da tutto il mondo del lavoro e ai famigliari il nostro cordoglio».

«Ribelle, antifascista, resistente, deportato, esule, migrante - così lo ha ricordato il segretario provinciale del Partito Democratico Maurizio Facincani - Vittore Bocchetta ha vissuto molte vite, tutte quelle a cui è stato condotto e più spesso costretto dalla sua smisurata passione per la libertà, la caparbietà nelle scelte, sempre portate fino in fondo, l'ecletticità del suo carattere e la sua grande intelligenza. Capace di gesta eroiche sotto il regime nazifascista ha purtroppo conosciuto l’isolamento politico e l’ostracismo nel dopoguerra. Ma a fronte di tutte le avversità è sempre riuscito a rialzarsi più forte di prima senza mai rinunciare ai suoi valori, all’amore per la sua città elettiva, Verona, e al bisogno di dialogo e di trasmettere la sua esperienza alle giovani generazioni. Bocchetta è stato l’esempio vivente di che cosa significa la forza di una scelta, quella di stare sempre dalla parte giusta degli oppressi e dei vinti, che alla fine restituisce sempre di più di quanto immediatamente può togliere. La sua memoria resterà di esempio e come PD lavoreremo affinché la sua città lo ricordi sempre tributandogli gli onori che merita».

«Con Vittore Bocchetta perdiamo un testimone importante di uno dei momenti più bui della nostra storia - ha dichiarato la deputata veronese del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo - Da cittadina di Pescantina, punto di arrivo, dopo il 1945 dei treni che riportavano in patria migliaia di deportati dai lager nazisti, a maggior ragione non posso dimenticare l'importanza del ricordo. Anche Bocchetta, come ebbe occasione di raccontare in più occasioni, scese proprio lì, in località Balconi. "Scendo e mi affretto, si legge in un breve memoriale che scrisse nel giorno del suo 101esimo compleanno, mi affanno a raggiungere Verona, ma è un appuntamento vuoto. Nessuno mi aspetta, tutti sono occupati a fare affari". È un monito che continuerà a risuonare a lungo. Non possiamo permetterci di rimanere indifferenti».

E Pietro Trincanato, presidente di Traguardi, insieme alla sua vice Beatrice Verzè hanno detto: «Con Vittore Bocchetta se ne va uno degli ultimi testimoni dell'antifascismo e dell'orrore dei lager nazisti, ma anche della stagione più nera della storia di Verona, quando Bocchetta conobbe l'incarcerazione e le persecuzioni. Per tramandare tutto questo, si dedicò all'educazione e alla testimonianza ai giovani. Più passa il tempo, più scompare la generazione dei sopravvissuti; basteranno i libri, i film e i documentari a ricordarci di quanto è accaduto e non deve mai più ripetersi? Coltivare la memoria è un dovere di tutti e una sfida anche culturale per ricucire lo strappo tra passato e presente».

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