Cronaca Piazza Bra

Il consigliere della Lega Comencini indagato per vilipendio dopo la frase su Mattarella

Le sue parole pronunciate nei giorni di Pontida avevano suscitato un mare di polemiche

Il consigliere comunale a Verona e deputato della Lega Vito Comencini - foto Facebook

«A me questo presidente della Repubblica posso dire che mi fa schifo? Mi fa schifo», così disse il consigliere comunale leghista a Verona Vito Comencini nei giorni di Pontida, scatenando un fiume di polemiche. Successivamente arrivarono in serie la richiesta di dimissioni da parte del Partito democratico veronese, ma anche l'esposto in procura presentato da Mao Valpiana del Movimento Nonviolento che ha chiesto venisse verificata l'eventuale imputabilità di Comencini per «vilipendio nei confronti del Capo dello Stato».

Secondo quanto riportato quest'oggi dal Corriere del Veneto, il capo della procura di Verona Angela Barbaglio avrebbe annunciato di aver aperto nei confronti di Comencini «un fascicolo per vilipendio al Presidente della Repubblica», spiegando che si tratterebbe di «un atto dovuto a seguito di un esposto» (quello appunto di Mao Valpiana ndr).  Lo stesso procuratore avrebbe poi spiegato di aver già «trasmesso per competenza territoriale gli atti dell’indagine ai colleghi della Procura di Bergamo» e che adesso «starà a loro decidere come procedere».

Dal fronte leghista sin da subito si era mosso il leader Matteo Salvini, il quale aveva stigmatizzato le parole del compagno di partito sottolineando che «sono stati sbagliati i toni perché ci vuole sempre rispetto». Dal canto suo, il diretto interessato si era invece difeso riconoscendo di aver esagerato nei toni, ma rivendicando il suo «diritto di critica» e specificando di non aver mai voluto offendere nessuno con le parole utilizzate.

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