Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via Abramo Massalongo

Percorrendo il neonato Museo della Lirica: ecco la fucina dei sogni veronesi

L'esposizione accompagnare il visitatore nel percorso creativo di un'opera dal primo schizzo alla rappresentazione teatrale. In esposizione anche rari cimeli della Galleria Ricordi

Amo: un acronimo emotivo forse un po' fuorviante, ma che ben si sposa con l'amore per il melodramma dei veronesi: così è stato battezzato il nuovissimo Arena MusicOpera.

Inaugurato a “tambur battente” per improrogabili esisgenze turistiche, costituisce  un ulteriore valore aggiunto alle già tanto ricche offerte che la nostra città  riserva ai numerosissimi ospiti che fanno di Verona la quarta città italiana per importanza turistica. L’ingresso è in via Massalongo di fronte al Liceo Maffei e occupa, per il momento, solo il primo piano di Palazzo Forti.

Lacci e lacciuoli burocratici  e forse qualche incomprensione con i precedenti inquilini del palazzo che ospitava la Galleria d'Arte Moderna  hanno ridotto i tempi di realizzazione a poco più di trenta giorni lavorativi limitando  il progetto che comunque vedrà il suo completamento nel prossimo anno con uno spazio dedicato interamente a Giuseppe Verdi, una sezione riservata a mostre temporanee  ed un angolo  d’ascolto con grammofoni e incisioni discografiche rarissime del primo novecento provenienti dal Museo Della Radio di via del Pontiere.

Idea portante di Amo: accompagnare il visitatore, sia esso il melomane o anche chi per la prima volta si accosta alla storia della lirica, nel percorso creativo di un’opera dal primo schizzo alla rappresentazione teatrale, dalla stesura del libretto alla scrittura della partitura, dal disegno delle scenografie e dei costumi sino alla effettiva produzione.

Infine, sono esposti rari cimeli provenienti in parte dal glorioso Archivio Ricordi e da quello della stessa Fondazione Arena.
 

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