Accusato di violenza sessuale su minore, 33enne agli arresti domiciliari

L'uomo avrebbe frequentato per giorni il parco giochi di una frazione di Negrar. Si sarebbe soffermato spesso ad osservare le bambine, avrebbe offerto loro caramelle, le avrebbe prese in braccio e in un caso avrebbe cercato anche il pieno contatto fisico

Carabinieri di Negrar

È sempre massima l’attenzione dei carabinieri veronesi nei confronti dei soggetti vulnerabili, siano essi anziani o malati, minorenni, vittime di violenza domestica o di genere, ma anche immigrati, che possono più facilmente di altri diventare bersagli di criminali senza scrupoli. E questa mattina, 23 agosto, l’opera di tutela dei militari si è rivolta verso i bambini.

Oggi, i carabinieri di Negrar di Valpolicella hanno rinchiuso agli arresti domiciliari un 33enne di origini egiziane, ben inserito e domiciliato proprio a Negrar. Le iniziali del nome dell’uomo sono E.A.M.A. ed è accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bimba di età inferiore ai dieci anni. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari di Verona Luciano Gorra e fa rifermento a fatti che sarebbero accaduti la sera della vigilia di Ferragosto nel parco giochi di una frazione di Negrar. I carabinieri sono stati chiamati ad intervenire in quell’area verde per quella che sembrava una banale lite. Ma sul posto i militari avrebbero constatato una storia diversa: i genitori di alcuni bambini volevano avere spiegazioni da E.A.M.A. di alcuni atteggiamenti equivoci tenuti con i loro figli poco prima, mentre l’uomo si allontanava velocemente cercando rifugio nella sua abitazione.
Poco prima, una donna che stava portando a spasso il cane avrebbe notato la figlia di un amica di famiglia a cavalcioni su di un gioco a molla. Alle spalle della piccola e a lei abbracciato, ci sarebbe stato il 33enne, il quale faceva dondolare il gioco con molta forza. Immediatamente, la donna ha avvertito la madre della bambina, la quale si è fatta raccontare l’accaduto dalla figlia. La madre ha poi chiamato i genitori di altri bimbi che di solito frequentano il parco giorno. Anche altri avrebbero confermato che da alcuni giorni E.A.M.A.frequentava il parchetto, cercando di accattivarsi le simpatie dei bambini offrendo loro caramelle. A questo punto, i genitori avrebbero rintracciato l’uomo, ancora presente all’interno del parco, e gli avrebbero chiesto spiegazioni. Lui avrebbe risposto di trovarsi lì solo per effettuare una telefonata e si sarebbero allontanato subito dopo. Versione che avrebbe poi confermato anche ai carabinieri che lo hanno trovato in casa.

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I militari, già dalla mattinata di Ferragosto, si sono affrettati ad approfondire la questione ed hanno interrogato i genitori che abitualmente frequentano il parco con i loro figli. Il lunedì successivo, 17 agosto, i carabinieri avrebbero appurato che E.A.M.A. avrebbe frequentato il parco per alcuni giorni, durante i quali si sarebbe soffermato spesso ad osservare le bambine. L’uomo avrebbe offerto loro delle caramelle, le avrebbe prese in braccio con scuse banali e, nell’ultimo caso, avrebbe cercato il pieno contatto fisico approfittando di un dondolo. I carabinieri di Negrar hanno quindi inviato una richiesta di misura cautelare alla Procura della Repubblica di Verona, ritenendo che quegli atti avessero un inequivocabile movente sessuale ed evidenziando la pericolosità sociale dell’uomo. La richiesta è stata condivisa dalla Procura, la quale avrebbe a sua volta richiesto al gip delle misure restrittive. Le misure sono state ordinate ieri dal giudice Gorra, il quale ha ritenuto elevato il pericolo di reiterazione di reati. E così, da oggi, E.A.M.A. è agli arresti domiciliari.

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