Cronaca

Molestie in caserma, caporale maggiore degli alpini sotto accusa

Avrebbe tentato ripetutamente di spingere la sua subordinata ad un rapporto sessuale, baciandola e palpeggiandola contro la sua volontà, ora verrà giudicato dalla corte militare scaligera

Anche nelle strutture più inquadrate possono verificarsi alcuni gravi episodi di molestie, neppure un corpo militare, infatti, pare al riparo dalla prevaricazione e dalla discriminazione che si accompagna alla mancanza di rispetto per il prossimo. Ne è una dimostrazione il recente caso esploso davanti ai banchi del tribunale militare di Verona.

INVADENTE - Un caporale maggiore degli alpini di stanza al secondo reggimento Cuneo andrà infatti a giudizio davanti alla Procura militare di Verona per aver tentato un approccio sessuale nei confronti di una caporale donna, baciandola più volte e palpeggiandola. La donna, che non ha sporto denuncia ma ha informato il proprio comandante - secondo quanto è stato ricostruito -, è stata avvicinata dal collega di grado superiore che ha più volte tentato l’approccio sessuale all’interno di una struttura militare.

ONORE LESO - Mancando la querela di parte è decaduta l’ipotesi di violenza sessuale, ma la Procura militare di Verona, con il Pm Enrico Buttitta, ha esercitato l’azione penale nei confronti del caporale maggiore per il reato di ingiuria aggravata (per la superiorità del grado) ed è stato rinviato a giudizio. Nel corso dell’udienza, fissata davanti al giudice per il 23 luglio prossimo, si valuterà se il reato di violenza sessuale possa essere assorbito da quello dell’ingiuria e se a questo si agganci "l’offesa dell’onore".

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