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Violenza sulle donne a Verona, due femminicidi e maltrattamenti in aumento

La polizia ha diffuso i dati nazionali e locali su quei reati che testimoniano la presenza di una cultura di genere sbagliata

 

«La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. È una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle istituzioni, alla scuola, alla famiglia». Con queste parole del capo della polizia Franco Gabrielli, si apre la pubblicazione realizzata dalla direzione centrale della polizia criminale in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne di oggi, 25 novembre. L’obiettivo è quella di fornire un'analisi specifica dei dati disponibili provenienti da tutte le forze di polizia perché «ogni strategia complessa, che risente peraltro di retaggi culturali completamente superati, di stereotipi e pregiudizi, deve fondarsi su di un'approfondita conoscenza delle problematiche, basata su di un solido patrimonio informativo», ha sottolineato Vittorio Rizzi, alla guida della direzione centrale della polizia criminale che ha preparato la pubblicazione.

I dati sono anzitutto quelli relativi ad un primo bilancio ad un anno dall'entrata in vigore, avvenuta il 9 agosto 2019, del cosiddetto «Codice Rosso», che ha introdotto nuovi reati ed ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Dei quattro delitti di nuova introduzione, quello che ha fatto registrare più trasgressioni (1.741 dal 9 agosto 2019 all’8 agosto 2020), spesso sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e la misura precautelare dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare. Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio ed il Piemonte. Undici reati in un anno sono relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio, con il 36% delle vittime che è risultato minorenne. Il reato di deformazioni dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, di nuova introduzione, prevede l’ergastolo se dal fatto consegua un omicidio. Dei 56 casi denunciati, il 76% hanno riguardato vittime di sesso maschile e gli autori sono al 92% uomini: segno che tali fattispecie si riferiscono ad ipotesi di reato prima inquadrate nel delitto di lesioni personali gravissime e non riconducibili alle dinamiche uomo/donna. Ultimo reato introdotto è la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il cosiddetto revenge porn: dei 718 reati denunciati, l'81% hanno riguardato vittime di sesso femminile (per l’83% maggiorenni e per l’89% italiane), episodi distribuiti nell'anno con un andamento altalenante e un picco nel mese di maggio con 86 fattispecie. La regione che registra più denunce è la Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.

A questi dati nazionali, la Questura di Verona ha aggiunto quelli relativi al territorio scaligero.
Sono stati forniti i numeri sugli omicidi volontari consumati tra gennaio e settembre del 2019 e del 2020. Quest'anno si sono registrati 3 omicidi volontari, di cui 2 consumati nell'ambito familiare e affettivo. In entrambi i casi le vittime sono state donne ed gli autori erano partner o ex partner.
E sono stati anche diffusi i dati sui cosiddetti «reati spia», ovvero quei reati che testimoniano la presenza di una cultura di genere sbagliata.

Anche quest'anno, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la Polizia di Stato promuove la campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere intitolata Questo non è amore, nella piena consapevolezza che non è sufficiente agire solo dopo che il reato è stato consumato, ma è necessario intervenire prima, attraverso un'incisa opera di informazione e supporto. Il progetto ha l'obiettivo di superare gli stereotipi e i pregiudizi per diffondere una nuova cultura di genere e aiutare le vittime di violenza a vincere la paura, rompendo la fitta rete di isolamento e vergogna.

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