Cronaca Zai / Viale del Lavoro

Il Ministro Giuliano Poletti al Vinitaly: "L'occupazione è in una nuova fase di ripartenza"

Dopo Maurizio Martina, è toccato al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali presenziare alla kermesse veronese: "Noi oggi abbiamo una situazione in cui la caduta del Pil si è fermata"

"Abbiamo detto chiaramente che il rapporto con le organizzazioni sindacali e datoriali lo manteniamo permanentemente, io le incontro sistematicamente, ma il governo si prende la responsabilità delle decisioni che deve assumere. Quindi, ci si confronta e si ascoltano tutte le posizioni, ma poi il governo la propria decisione la prende" queste le parole rilasciate al quotidiano L'Arena dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti all'entrata di Vinitaly, in riferimento all'incontro tra i sindacati nazionali,  che lamentano della crisi che perdura e la mancanza di concertazione, e il Presidente della Repubblica Mattarella.

"La crisi dura da sette anni, e non è che dopo sette anni, improvvisamente, termina - ha poi proseguito il Ministro-. Noi oggi abbiamo una situazione in cui la caduta del Pil si è fermata, quella dell’occupazione anche ed è in una nuova fase di ripartenza, ci vuole tempo. Sappiamo tutti che in coda ad una crisi ci sono momenti nei quali le cose vanno meglio, poi c’è qualche caduta. Le imprese prima di fare nuove assunzioni portano in azienda le persone che sono in cassa integrazione, bisogna esserne consapevoli ma credo che i segni e le condizioni per la ripresa ci siano tutti. Oggi abbiamo una ragione in più per lavorare ancora più intensamente di quanto abbiamo fatto fino a ieri. Quindi, dire che ci sono segni positivi non vuol dire che ci fermiamo ma che corriamo più di prima". Poletti poi si è mostrato fiducioso decreti attuativi della riforma del lavoro, che a suo dire arriveranno entro i tempi prestabiliti.
"Ogni settimana arrivano 12mila giovani nel programma 'Garanzia Giovani', - ha poi concluso -se va avanti così non avremo più soldi per fare servizi ai giovani che si iscrivono. Il problema vero è chiedere all’Europa, e anzi lo abbiamo già fatto, più risorse per rendere stabile il programma. Ad oggi oltre 450 mila giovani sono registrati, più di 250 mila sono stati presi in carico dai servizi regionali e a più di 40 mila è stata fatta una proposta di impegno". 

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