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(Foto Ennevi - Veronafiere)

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Vinitaly, il commissario europeo all'agricoltura rassicura i viticoltori italiani

Phil Hogan: "L'Unione europea prevede un notevole sostegno anche per il settore vitivinicolo italiano". L'UE è una superpotenza enologica mondiale, ma l'Italia deve crescere nell'export verso i mercati emergenti

È stata una giornata istituzionale, e non poteva essere altrimenti, la giornata numero 1 del Vinitaly 2017. Come auspicato dal presidente di Veronafiere Maurizio Danese, si è parlato molto di Europa con la presenza del commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan, che ha avuto un incontro anche con il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. E proprio il ministro Martina ha annunciato che entro la fine di luglio sarà completata la prima bozza del Codice agricolo unico.

Maurizio Martina è stato protagonista anche oggi, 10 aprile, nel dare il via a Sol&Agrifood, manifestazione sull'olio extravergine di oliva e l'agroalimentare di qualità, e a Enolitech, rassegna sulle tecnologie per cantina e frantoio. Entrambe le manifestazioni si svolgono sempre a Veronafiere in contemporanea con Vinitaly.

Tra i tanti incontri istituzionali tenuti ieri, c'è stato anche quello tra il commissario europeo Hogan e Antonio Rallo, presidente di Unione Italiana Vini. "La politica agricola dell'Unione europea dopo il 2020 deve prevedere risorse finanziarie in grado di rispondere alle sfide del settore vitivinicolo - ha puntualizzato Rallo - Vorremmo che il piano nazionale di sostegno fosse mantenuto poiché ha dimostrato di essere uno strumento flessibile e strategico per le imprese; ha stimolato gli operatori a riorientare la loro produzione rispetto alle richieste del mercato incoraggiando l'innovazione e lo sviluppo di pratiche moderne in vigna come in cantina, e sostenendo gli investimenti in promozione dei brand e dei territori". E su questo punto dal commissario Hogan sono giunte delle rassicurazioni: "L'Unione europea prevede un notevole sostegno anche per il settore vitivinicolo italiano, riconosciuto per la sua produzione di qualità - ha dichiarato Hogan - Il bilancio per la promozione verrà aumentato in modo significativo e i produttori di vino italiani possono stare sicuri".

Ieri è stato anche il giorno in cui il presidente della Regione Luca Zaia ha lanciato la proposta di inserire anche la Valpolicella tra i siti patrimonio dell'umanità. Proprio la Valpolicella con il suo Consorzio di Tutela Vini è stato al centro di un convegno in cui si è parlato della certificazione RRR, introdotta proprio dal Consorzio di Tutela Vini della Valpolicella. "È una sperimentazione lungimirante che ha l'obiettivo di fare crescere l'intera filiera agroalimentare in ottica futura", ha commentato il ministro Maurizio Martina.

Infine, mentre i dati sulla produzione e sull'export in generale parlano di un'Europa come superpotenza enologica del mondo, con l'Italia ai vertici, non altrettanto buoni sono i dati che riguardano le esportazioni verso i mercati mondiali emergenti. L'Italia è al quarto posto dopo Francia, Australia e Cile. È necessario dunque impegnarsi di più per far conoscere meglio la qualità del vino italiano in paesi come Cina, Costa d’Avorio, Corea del Sud, Brasile, Mozambico, Filippine, Nigeria e tanti altri dove la domanda di vino è schizzatta alle stelle negli ultimi dieci anni.

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