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Vinitaly chiude col botto, oltre 150mila visitatori

Vinitaly chiude col botto, oltre 150mila visitatori

Vinitaly chiude col botto, oltre 150mila visitatori

Il Salone internazionale del vino ha fatto registrare un'afflunza record

Chiude i battenti la 44ma edizione di Vinitaly ed è il momento dei bilanci. Numerosi sono gli aspetti da considerare a partire dall’affluenza, che, secondo le prime stime non ufficiali, dovrebbe essere superiore ai 150mila visitatori, quindi superiore al record di presente della scorsa edizione.

Un successo quindi per il Salone internazionale del vino, almeno per quanto riguarda le presenze. Ma non solo. Gli operatori del settore hanno dichiarato che il numero di contatti, rispetto all’edizione 2009, è stato in crescita di circa il 10%, un dato importante perché offre uno spaccato del mercato enologico in crescita, o che comunque che non intende lasciare il passo alla crisi che, comunque, l’ha colpito nell’ultimo anno.

Sotto questo aspetto importantissimo è il protocollo d’intesa siglato tra Veronafiere e il Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC), organizzatore dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair. Un accordo reso possibile anche dall’importante collaborazione con Ministero delle politiche agricole, Ice, Buonitalia, Federvini, Uiv. Così Vinitaly diventa la porta di accesso per il vino europeo in Cina e Asia, infatti Hong Kong rappresenta uno sbocco commerciale particolarmente interessante per i vini italiani, soprattutto dopo la decisione del governo locale di abolire l’imposta sul vino e la birra nel 2008, che ha permesso alla città di diventare importante hub per il vino in Asia.

Secondo i dati, l’importazione di vino in Cina cresce annualmente del 30% e si prevede che raggiungerà il 58% di tutto il mercato del vino d’importazione in Asia (Giappone escluso). A Hong Kong alla fine del 2009 - meno di due anni dalla rimozione delle tasse sul vino - le importazioni sono cresciute dell’80% e hanno raggiunto un valore di 412,5 milioni di dollari Usa. Nei prossimi due anni si prevede che le vendite del vino rosso italiano a Hong Kong cresceranno del 36%, mentre per il vino bianco del 38% entro la fine del 2012; per il vino rosé è previsto un incremento del 20% nello stesso periodo.

Seguendo questo filone, è indubbio che nei prossimi anni la grande distribuzione (Gdo) sarà sempre più decisiva per il vino italiano di qualità che cerca di conquistare i mercati esteri, che si stanno aprendo anche come conseguenza della crisi. E sul mercato italiano è proprio la crisi che sta spingendo i consumatori a preferire i supermercati per gli acquisti di vino a denominazione d’origine, in ripresa nel 2009 rispetto all’anno precedente.

Questo è stato il messaggio trasmesso dalla tradizionale tavola rotonda, tenutasi al Vinitaly, organizzata da Veronafiere su vino e grande distribuzione, e che ha visto la partecipazione di catene distributive, produttori di vino ed analisti. “La Grande Distribuzione può giocare un ruolo importante anche all’estero – ha dichiarato Giorgio Panizza di Federdistribuzione, l’associazione che rappresenta la maggioranza della Gdo italiana, e Consigliere de Il Gigante - dove la qualità e la varietà del nostro vino sono vincenti: un’altra grande opportunità per i produttori, che attraverso le reti di alcune catene internazionali della Gdo trovano accesso ai grandi mercati stranieri, anche quelli di economie emergenti”.

Quindi, dai tavoli di discussione, ma soprattutto dai padiglioni del Vinitaly, è emerso che la crisi ha sì intaccato il mercato enologico, ma che la via per mantenerlo vivo sono la globalizzazione e l’export nei mercati in espansione.
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