Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Sommacampagna / Via Aeroporto

Verona, la Catullo Spa fa causa al suo ex dg, Soppani: "Ora potrò rispondere alle accuse"

Un'azione di responsabilità è stata intrapresa dalla società dell'Aeroporto di Verona contro il suo ex direttore generale. Pronta la replica di Soppani

Si trascina ormai dal 2012 la diatriba tra la Catullo Spa e il suo ex direttore generale, Massimo Soppani, rimasto in carica dal 2009 al 2011. Ora, dopo tre anni di consultazioni, la società che gestisce gli aeroporti di Verona e di Montichiari ha intrapreso un'azione di responsabilità per i presunti danni che la gestione di Soppani avrebbe provocato alla Catullo Spa, i cui legali chiedono un risarcimento di 23 milioni di euro.

Da parte sua, Massimo Soppani ha sempre difeso il proprio operato e ha affidato a L'Arena la sua replica sulla citazione davanti al tribunale di Venezia:

Addebitarmi un danno alla società Catullo per una cifra così enorme, ben 23,5 milioni, mi sembra prima di tutto un’offesa all’intelligenza. Finalmente potrò rispondere alle accuse, sempre le solite, davanti a un soggetto super partes e posso assicurare che mi sentirò libero di chiamare in causa chiunque ritenga opportuno. Ricordo che c’era un Cda e che le decisioni venivano condivise... Non ero certo un “dominus“ assoluto, come cercano ora di dipingermi. Non ho ancora ricevuto nessuna notifica e non appena avrò in mano i documenti leggerò attentamente riga per riga. A quattro anni dalla mia uscita dall’azienda vedo che ne hanno impiegati tre per attuare l’azione di responsabilità nei miei confronti che mi risulta sia stata decisa nel 2012. Non potendo rispondere nel merito rilevo però che se le colpe fossero tutte mie, le cose non mi sembrano migliorate granché dopo la mia uscita... Ma quando sarà il momento ognuno farà valere i propri argomenti di fronte a un soggetto terzo che deciderà. Noto che questa azione colpisce solo il sottoscritto e ciò mi rende estremamente sereno e libero di chiamare in causa chiunque ritenga più opportuno e posso assicurare che sotto la lente non ci finirò solo io. Per quanto mi riguarda, posso dire di aver lavorato in buona fede e per il bene della società e non ero da solo: tutti sapevano tutto sulle decisioni e tante cose non dipendevano da me sulla riorganizzazione del Catullo e sui percorsi di efficientamento. Ho portato molti argomenti che non sono stati presi in considerazione e quando sarà il momento, dirò chi ha favorito o ostacolato determinati percorsi. Ho già fornito spiegazioni, altre avrei potuto darne ma non mi sono state chieste. Sottolineo poi che ho lasciato la società non a causa di un licenziamento per giusta causa ma dopo una risoluzione consensuale del contratto. Sono contento perché finisce finalmente il processo sui giornali e di tutte le questioni si parlerà nelle sedi opportune. Ho operato come direttore generale con pieni poteri fino al giugno 2011, in tutto sono 20 mesi e secondo le accuse avrei sottratto più di un milione di euro al mese all’azienda. Per quanti danni abbia potuto fare, addebitarmi un danno così enorme mi sembra perfino irrispettoso dell’intelligenza.

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