Vertenza Ferroli: nulla di fatto per lo stabilimento di San Bonifacio e i 376 esuberi

"Il 23 settembre si avvicina. - ha spiegato Massimiliano Nobis Segretario generale Fim Veneto - Manca l’apertura su una parziale riduzione del numero totale degli esuberi e un'importante cifra economica destinata per i cosiddetti incentivi all’esodo volontario"

Manifestazione lavoratori Ferroli a San Bonifacio (immagine d'arcivio)

Si è svolto ier al Ministero del Lavoro l’incontro per espletamento della procedura di mobilità del Gruppo Ferroli. Presenti dirigenti Ferroli e i rappresentati rsu degli stabilimenti di Alano e San Bonifacio e delle OO.SS Fim e Fiom Il piano di riorganizzazione dell’azienda prevede un esubero complessivo di 486 lavoratori su 970 occupati, di cui 376 a San Bonifacio, 110 ad Alano e 1 in uno stabilimento a Casole d’Elsa in Toscana.

L’esito dell’incontro ha visto la ratifica di un accordo sui 110 di Alano e rinvio della trattativa ministeriale per Verona. L’accordo per lo stabilimento di Alano, su cui pende la decisione di totale cessazione della produzione e chiusura del sito da più di un anno, prevede un incentivo all’esodo per i dipendenti, con riconoscimenti di accompagnamento alla maturazione della pensione, a progetti di autoimprenditorialità e di sostegno a percorsi di riqualificazione e ricollocazione professionale attraverso corsi finanziati da bandi della Regione Veneto.

«Non si può essere certo soddisfatti quando si definisce un accordo che gestisce 110 esuberi – sottolinea Massimiliano Nobis Segretario generale Fim Veneto – ma nelle condizioni date questo era quello che si doveva fare. Positivo che l’accordo comunque riconosca sostegno a più percorsi che i lavoratori affronteranno una volta terminato il rapporto di lavoro con la Ferrroli. Ci sono le condizioni per dare continuità a percorsi di politiche iniziate già durante il periodo di Cassa integrazione anche attraverso finanziamenti previsti dalla Regione Veneto».

Nulla di fatto invece per il sito di San Bonifacio. L’azienda non ha ancora sciolto la riserva sui numeri di alcuni reparti e sulle risorse economiche da destinare ad uscite volontarie. «Questo è grave - continua Nobis - Il 23 settembre, data di chiusura della procedura, si avvicina. Manca, accanto all’apertura su una parziale riduzione del numero totale degli esuberi ottenuta nei tavoli di trattativa aziendale nella scorsa settimana, un'importante cifra economica destinata per i cosiddetti “incentivi all’esodo volontario"». Lunedì si terranno le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici per decidere sul prosieguo della vertenza e su eventuali iniziative da mettere in campo.

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