Un veronese su 10 non sa quanto inquina la propria automobile

È quanto emerge da un'indagine del Centro Studi e Documentazione Direct Line. Dalla ricerca risulta infatti che se il 9% del campione non è certo della classe Euro della propria macchina, il 6% confessa di ignorarla del tutto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

La sostenibilità ambientale e il risparmio energetico sono temi sempre più in primo piano anche nel settore automobilistico, un campo in cui la ricerca, negli ultimi anni, si è concentrata nell'individuazione e sviluppo di tecnologie a impatto zero. Nonostante questo, più di 1 veronese su 10 (15%) ancora non conosce la classe euro della propria automobile: è quanto emerge da un'indagine del Centro Studi e Documentazione Direct Line, la più grande compagnia di assicurazione on line. Dalla ricerca risulta infatti che se il 9% del campione non è certo della classe Euro della propria macchina, il 6% confessa di ignorarla del tutto.

IL TEMA - L'ecosostenibilità è indubbiamente un tema caldo, rilanciato anche dalla ricerca di auto parsimoniose nei consumi, ma gli abitanti di Verona quanto sono realmente sensibili a questa esigenza sempre più incombente? La maggioranza (67%) alla domanda 'Auto ecologica?' risponde 'Sì, grazie…ma solo se allo stesso prezzo della mia', il 13% sarebbe disposto a spendere solo fino a 1.000€ in più al momento dell'acquisto per un'auto meno inquinante, mentre il 14% si dimostra scettico rispetto alla conversione all'elettrico, convinto che passerà ancora molto tempo e dichiara non aver intenzione di essere un precursore in questa tendenza. Infine un 6% del campione intervistato, esasperato dai continui rincari del carburante e con un occhio di riguardo alle tematiche 'green', ammette che rinuncerebbe addirittura alle vacanze pur di avere un'auto che inquini meno e che faccia risparmiare al momento del 'pieno'.

NUOVE TECNOLOGIE - Sul fronte 'auto elettriche' il 53% dei veronesi dichiara che in caso di acquisto vorrebbe dotarsi anche dell'apparecchiatura per la ricarica, il 21% dividerebbe la spesa con un amico o un vicino di casa mentre il 18% sceglierebbe di risparmiare per poi rivolgersi di volta in volta ai punti di ricarica disponibili. Infine, un più confuso 8% non ha ancora le idee ben chiare in materia, forse perché le informazioni che sono giunte finora non sono state molto precise.

LE ALTERNATIVE - Oggi una valida alternativa all'auto elettrica è rappresentata dal car-sharing: condividere lo stesso mezzo con più persone è un buon modo per risparmiare e impegnarsi a inquinare meno. Il 42% degli intervistati ammette di essere a favore di questa iniziativa, ma purtroppo constata che nella propria zona il car-sharing è ancora un miraggio; il 19% degli abitanti di Verona, attento all'ambiente e alle emissioni, ammette di trovarla una bella idea, mentre di opinione diametralmente opposta risulta il 20% del campione che, al grido di 'ognuno con la propria auto!' dichiara di non credere affatto in questo tipo di servizio. Alcuni veronesi (18%), infine, si confermano gelosi del proprio mezzo di trasporto dichiarando di essere sì favorevoli al car-sharing, ma solo a patto di non mettere a disposizione la propria auto

Nel complesso, dunque, il quadro raffigura un'opinione diffusa decisamente favorevole al car-sharing, frutto, probabilmente, della continua caccia al risparmio e dell'insostenibile congestione di molte città.

LO SPACCATO NAZIONALE - L'indagine di Direct Line offre anche uno spaccato regionale sulle preferenze degli italiani riguardo al car-sharing: se fiorentini (39%), bolognesi (28%) e romani (26%) si professano attenti all'ambiente e alle emissioni nocive, sono per lo più cagliaritani e bresciani (entrambi nel 48% dei casi) ad ammettere che la propria zona è carente in materia. E mentre i veronesi (20%) sono tra gli italiani che credono meno in questa pratica di mobilità ecosostenibile, milanesi (32%), palermitani (28%) e torinesi (23%) dichiarano che il principio del car-sharing è sì lodevole, ma guai a metterlo in pratica condividendo la propria auto.

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