Veronese clicca su un annuncio su Facebook e le scalano 100 euro

A riportare questa vicenda è l'associazione Consumatori24 che ha raccolto la segnalazione della signora: «Innanzitutto è necessario prestare molta attenzione in merito alle impostazioni di privacy, soprattutto quelle relative ai dati di pagamento»

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Superano i 2.5 miliardi gli utenti che utilizzano Facebook, la piattaforma diventata sinonimo di "social network", che purtroppo può diventare luogo di vere e proprie cybertruffe. Per incappare in situazione a dir poco sgradevoli, spesso è sufficiente anche solo un’impostazione di privacy sbagliata o un attimo di disattenzione o di superficialità. 

Consumatori24, ha raccolto le segnalazioni di diversi utenti che loro malgrado sono incorsi in spiacevoli vicende. Tra queste vi è quella della signora E.R., che domenica scorsa si è rivolta all'associazione per l'anomalia a cui era incorsa. Stando a quanto riferito, mentre scorreva la home di Facebook, come abitudine di molti, sarebbe incappata in un annuncio in evidenza, contrassegnato come sicuro, che sponsorizzava un evento ed invitava l’utente a cliccare su un link in intestazione per avere maggiori informazioni su dettagli e costi. E così E.R. avrebbe fatto: una volta entrata nel sito in oggetto, le sono stati chiesti dati relativi alla sua residenza affinchè le fosse indicato l’evento più vicino a lei. Con suo grande disappunto però, una volta indicati i suoi dati, ha riscontrato un addebito di quasi 100 euro sulla sua carta di credito salvata all’interno delle impostazioni del telefono, che non avrebbe in alcun modo voluto pagare. 
Questi dati, seppur strettamente personali, con le impostazioni di privacy errate sono di facile accesso se all’interno dei social network non si presta attenzione ad eventuali link che rimandano a siti esterni. Inoltre in questo caso specifico l’utente non è riuscito in nessun modo a prendere contatti con il customer service del portale responsabile dell’acquisto.

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A seguito della segnalazione, uno dei responsabili dell'Associazione Consumatori 24 riferisce: «Innanzitutto è necessario prestare molta attenzione in merito alle impostazioni di privacy, soprattutto quelle relative ai dati di pagamento, poiché in quest’ultimo modo è veramente facile perdere cospicue somme di denaro che possono incidere sul bilancio familiare. Tecnicamente parlando si può procedere notificando alla sede legale della società coinvolta il cosiddetto diritto di ripensamento trattandosi di un acquisto effettuato in modalità online da esercitare entro e non oltre 14 giorni dall’avvenuto pagamento. Qualora fossero decorsi i termini si può comunque valutare un’azione per l’annullamento. Ad ogni buon conto se a seguito del recesso la Società non provvedesse a restituire la somma incassata si potrà valutare una denuncia all’Autorità Giudiziaria per il reato di cui all’art.646 c.p».

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