Volano insulti, botte e minacce con machete e bastone per difendere il terreno perso all'asta

Un anziano non ha voluto arrendersi all'evidenza che vede i suoi vicini come attuali proprietari del suo terreno. L'uomo ha quindi messo in atto una ferrea resistenza, sfociata in alcune occasioni nella violenza

L'inferno per una famiglia di Sarego, un comune dell'ovest vicentino, ha una data d'inizio: il 2012, quando all'asta venne acquistato il terreno in passato di proprietà di un vicino. Un'incubo lungo tre anni del quale ne faranno le spese soprattutto la figlia e il genero veronese, che abitano di qua dal confine, a Zimella. 
A. M., nato nel 1936, è il precedente proprietario del terreno in questione e non sembra voler accettare di averlo perso, probabilmente convinto di aver subito un'ingiustizia, continua quindi ad utilizzarlo come se fosse suo: ci lavora, lo ara e lo semina, praticamente tutti i giorni con il trattore. Quando poi i legittimi proprietari si avvicinano va su tutte le furie. Volano gli insulti e vengono messi in atto diversi atti dimostrativi dall'anziano, come quello che lo ha visto disseminare l'area in questione di fogli e cartelli inerenti alla causa aperta fra le due famiglie. In più occasioni poi ha chiamato i carabinieri, con i vicini i costretti a presentarsi con la documentazione che attesta la loro legittima proprietà. Se invece sono quest'ultimi a richiedere l'aiuto dei militari, il 79enne scende dal proprio trattore minacciando di lasciarsi travolgere da esso. Quando però i proprietari si presentano senza essere "accompagnati" dalle forze dell'ordine i modi dell'uomo cambiano, e invece che scendere dal mezzo, tiene il piede ben incollato all'acceleratore. 
Ma il culmine della lite arriva solamente nella primavera del 2014, quando la figlia dei proprietari è stata colpita in testa con una borsa piena di oggetti pesanti e contundenti. La ragazza riporta delle lesioni gravi ma la vicenda non è ancora conclusa: meno di 20 giorni fa è il marito a sorprendere l'anziano con il figlio nel campo conteso. La tensione schizza subito alle stelle e i due si lanciano all'inseguimento: il giovane armato di bastone e l'anziano di un oggetto che ha tutta l'aria di essere un machete. Il veronese riesce a mettersi al sicuro nella propria auto e da lì chiama i carabinieri.
A. M. ora dovrà rispondere di diverse accuse tra cui lesioni gravi e stalking. I legali della famiglia offesa hanno mostrato al giudice per le indagini preliminari foto e video che testimoniano le azioni del vicentino. Per lui il gip ha disposto il divieto di avvicinamento al terreno che ha originato la disputa e anche a tutti i componenti della famiglia rivale.

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