Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Circonvallazione Pietro Maroncelli

Liberate le due volontarie rapite in Siria. Tosi: "Un sollievo per Vanessa e Greta ma stop ai riscatti"

È terminata la prigionia di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, sequestrate in Medio Oriente alla fine di luglio e arrivate questa mattina a Roma. La loro liberazione però ha scatenato diverse polemiche

Dopo oltre 150 giorni di prigionia in Siria, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli sono state liberate e sono arrivate in Italia, all’aeroporto di Ciampino, alle 4.20 del mattino. Le due volontarie italiane erano state rapite sempre in Siria alla fine di luglio ma la trattativa per riportarle in Italia si è sbloccata solamente il 31 dicembre, quando è giunto il video che ritraeva le due ragazze ancora vive. 
Questa vicenda però ha dato vita a diverse polemiche, relative soprattutto al riscatto che sarebbe stato pagato ai terroristi per la liberazione delle due giovani.

Sulla questione si è espresso anche il sindaco Flavio Tosi: "In Italia esiste una legge in base alla quale quando una persona viene sequestrata, - afferma il primo cittadino scaligero - scatta immediatamente il blocco dei beni suoi e della famiglia per impedire il pagamento del riscatto: una legge approvata per stroncare l'attività delle bande dedite ai rapimenti. Pur nel sollievo per la liberazione delle due giovani connazionali dopo un sequestro di 5 mesi in Siria, il cittadino italiano non può comprendere perché lo Stato non applichi anche verso i sequestri all'estero le norme che regolano i sequestri in patria. Sarebbe opportuno, per non finanziare il terrorismo internazionale, che il Governo Italiano prendesse una decisione più seria su questa materia: pubblicare l'elenco dei Paesi a rischio invitando i nostri concittadini – sia che si tratti di turismo, sia che si tratti di interventi caritatevoli o umanitari – a non recarvisi e avvertendoli che, in caso di sequestro, lo Stato si attiverebbe in tutti i modi eccettuato il pagamento di riscatti che, com'è noto, vengono utilizzati per acquistare kalashnikov, missili, bombe ecc. che saranno usati contro di noi. La nuova situazione creata dal terrorismo in Europa non consente più eccessi di 'buonismo' ma richiede una linea di condotta di fermezza che eviti ogni forma di finanziamento ai gruppi armati che finanziano con i sequestri di persona la loro attività".

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