Cronaca Centro storico / Piazza Brà

“L’azzardo non è un gioco”. La campagna di sensibilizzazione comunale per giovani e anziani

Prodotto dall'Ufficio antiusura del Comune di Verona in collaborazione con i Sert 1, 2 e 3 dell'Ulss 20, Telenuovo e con il contributo della Presidenza del Consiglio comunale il DVD è stato presentato il 18 novembre

E’ stato presentato il 18 novembre a Palazzo Barbieri il DVD “L’azzardo non è un gioco”, prodotto dall’Ufficio antiusura del Comune di Verona in collaborazione con i Sert 1, 2 e 3 dell’Ulss 20, Telenuovo e con il contributo della Presidenza del Consiglio comunale. Alla presentazione del DVD, che verrà distribuito nelle scuole di Verona e nei centri d’incontro per anziani, hanno partecipato il presidente del Consiglio comunale Luca Zanotto, l’assessore al Bilancio Pierluigi Paloschi, il responsabile dell’Ufficio antiusura del Comune Damiano D’Angelo, la responsabile della produzione di Telenuovo Virginia Vinco, il giornalista Stefano Rasulo, autore del filmato.

E’ di fondamentale importanza che i giovani vengano informati in maniera adeguata sui rischi connessi al gioco d’azzardo –commenta Zanotto- attraverso un’inchiesta giornalistica ben condotta, che riporta anche le testimonianze di alcune vittime, attualmente in terapia presso i Sert per cercare di liberarsi dalla dipendenza dal gioco, che sta rovinando anche a Verona tante famiglie”.

“Verona è stato fra i primi Comuni d’Italia a dotarsi, già nel 2006, di un Ufficio antiusura –spiega Paloschi- che in questi ultimi anni si trova ad essere sempre più impegnato sul fronte del gioco d’azzardo, fenomeno strettamente collegato all’usura nel momento in cui la dipendenza dal gioco diventa patologica. Per questo l’Amministrazione comunale ha ritenuto importante avviare una campagna di sensibilizzazione sui rischi del gioco, che da attività ludica può trasformarsi in vera e propria patologia grave”.

Finalmente una legge dello Stato del 2012 ha riconosciuto come malattia sociale il gioco d’azzardo patologico –spiega D’Angelo- che purtroppo, nonostante la crisi economica, risulta in forte aumento. In questo momento solo nei 3 Sert dell’Ulss 20 vi sono 108 persone in terapia, 83 familiari che condividono il percorso di cura e altre 36 persone in lista d’attesa. Numeri che sono, in realtà, solo la punta dell’iceberg, perché il fenomeno coinvolge, anche nel territorio veronese, molte più persone”.

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