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Marchio Vinitaly, che ne sarà di lui? Tutti i dubbi dei soci di Veronafiere

Il Vinitaly rappresenta forse la manifestazione più conosciuta nel Mondo tra quelle che si svolgono nella città di Verona. Nei prossimi giorni si discuterà del destino del marchio che potrebbe subire alcuni cambiamenti per quanto riguarda la sua gestione

Il marchio Vinitaly è conosciuto in quasi tuttoi il mondo, mentre la stessa manifestazione che raccoglie i vini di tutta Italia costutuisce una garanzia ed è sicuramente tra le più importanti se non la principale attività di Veronafiere. Ecco perché in questi giorni il dibattito sul futuro del marchio si sta sempre più facendo tema caldo. Il giorno martedì 27 ottobre si svolgerà un'assemblea dei soci che si troverà a discutere anche di un'ulteriore questione fondamentale: il rinnovo o meno della presidenza attuale tenuta da Ettore Riello.

Ad ogni modo la vera questione sembra quella legata al marchio Vinitaly che, a quanto pare, preoccupa e non poco numerosi soci di Veronafiere. Di fatto il marchio si trova già ad essere gestito dall'estero, venendo diffuso a livello internazionale, e su questa scìa l'idea per potenziarlo ulteriormente, potrebbe essere quella di farlo passare per la Cassa Depositi e Prestiti. Si tratterebbe allora di dare vita a un fondo verso cui indirizzare lo stesso marchio Vinitaly, rendendolo così ancora più competitivo sui mercati internazionali. Ma in tal caso, che tipo di risposta avrebbero le azioni di Veronafiere, di quanto potrebbero perdere valore se fosse trasferito altrove, magari rischiando anche prima o poi di ritrovarsi svincolato dalla Fiera stessa? Domande che i soci azionari di Veronafiere si stanno certamente ponendo.

A tutto ciò si aggiunge poi il rischio che la stessa manifestazione, il cui fatturato come ben ricorda l'Arena consta di circa la metà di quello complessivo annuale di Veronafiere, possa un giorno essere trasferita altrove rispetto alla città di Verona, per questioni di tipo economico o finanziario. Dubbi per il momento, ma certamente da non sottovalutare. Oltre a ciò all'ordine del giorno dell'assemblea dei soci di martedì 27 ottobre, ci sarà anche un altro tema da afforntare: l'eventuale fusione tra Veronafiere e la Fiera di Vicenza. Idea anche questa che porterebbe forse alcuni vantaggi, ma che, manco a dirlo, già da tempo suscita diversi interrogativi che difficilmente troveranno, al pari di molti altri, una risposta nell'immediato.

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