Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Stadio / Via Luigi Negrelli

Atti vandalici, furti, aggressioni: zona stadio presa di mira. I residenti hanno paura

L'aggressione avvenuta domenica sera ai danni di una donna di 63 anni sembra essere solamente l'ultimo di una serie di episodi. I baristi della zona parlano di una situazione diventata ormai insostenibile

"Ha raccontato ai militari di essere stata appena aggredita in strada da uno sconosciuto che le aveva sferrato un pugno in faccia", queste le parole di G. al quotidiano L'Arena, la barista che lavora in zona stadio e che domenica ha soccorso Maria Cristina Tajoli, la donna colpita da un pugno mentre portava a spasso il cane nella zona. 
G. racconta come la 63enne con il volto insanguinato sia entrata nel locale intorno alle 19, orario nel quale di solito si svolge l'aperitivo, e che non appena in grado di parlare abbia subito chiesto di chiamare i carabinieri. "Poi la signora ha telefonato a suo marito e alla figlia, che venissero a prenderla per portarla all'ospedale. E mi ha chiesto il permesso di usare il bagno del bar per sciacquarsi la faccia dal sangue - prosegue la barista, che sul giornale veronese preferisce non essere citata - Io sono come un pronto soccorso. Tra aggressioni, scippi e furti, ultimamente, è da non credere". 
La barista racconta allora una serie di episodi avvenuti nel quartiere. Uno avvenuto tre mesi fa, quando un residente ha subito uno scippo vicino alla lavanderia, con il malvivente che pur di rubargli il borsello non ha esitato a provocargli un infortunio al polso. Poi l'atto vandalico ai danni del suo stesso bar, quando nella scorsa gli ribaltarono le fioriere esterne, o quando un'accesa discussione tra un immigrato e un tifoso è sfociata in una rissa lo scorso anno. O ancora quando ha suonato quasi tutti i campanelli della zona per trovare una coperta per un uomo riverso in strada in stato di semi incoscienza, forse a causa della droga. 

Ma ora la paura e la stanchezza provocate da questa situazione sembrano piano piano prendere il sopravvento: "Quando i militari passavano in camionetta per il quartiere, si fermavano e buttavano dentro la testa. 'Tutto ok?', chiedevano. Era sufficiente per sentirsi un po' tutelati. Ora, senza loro, siamo allo sbando. Il mio bar è aperto fino a tardi ma io a una certa ora mi chiudo dentro a chiave e apro solo alle facce conosciute. Ho paura".
Anche gli altri baristi della zona concordano con queste tesi. C'è chi sostiene di lavorare da nove anni nella zona e che la situazione non è mai stata così pesante: di recente ha subito un tentativo di furto e sente gli abitanti lamentarsi continuamente della situazione, tra auto che bruciano, furti in appartamento e in garage. Rincara la dose anche l'edicolante di Piazza Olimpia, dicendo che inoltre c'è anche chi come passatempo sfregia le auto parcheggiate: "La scarsa illuminazione e l'assenza di videosorveglianza non aiutano".

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