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Federica Giacomini, in arte Ginevra Hollander

Federica Giacomini, in arte Ginevra Hollander

Verona, "violento e disturbato": l'ex di Federica indagato per omicidio. Si era finto biologo sul lago

Secondo un testimone, il 55enne Franco Mossoni era capitato a Brenzone perchè gli serviva una barca. Ombre sul suo passato: una condanna per omicidio e gesti assurdi travestito con parrucche enormi o da Rambo

Da febbraio era rinchiuso in ospedale psichiatrico ma da martedì per indagato per omicidio volontario. Potrebbe poi scattare l’aggravante della premeditazione per Franco Mossoni, 55enne bresciano, ex compagno di Federica Giacomini, pornostar in arte Ginevra Hollander di 43enne, il cui corpo è stato ritrovato avvolto in un sacco di nylon contenuto dentro una bara di plastica blu e ripescato in fondo al lago di Garda, nel territorio di Castelletto di Brenzone. Su Mossoni gli investigatori della polizia di Vicenza, che hanno preso in mano le indagini fin dalla denuncia della misteriosa sparizione avvenuta a gennaio, hanno messo gli occhi fin da subito, consapevoli del fatto che la stragrande maggioranza delle violenze sulle donne sono perpetrate tra le mura domestiche. Lo spiega il Corriere Veneto.

IL CORPO DI FEDERICA IN UN SACCO DENTRO UNA CASSA DI PLASTICA NEL LAGO

VIOLENZE PASSATE E PRESENTI - Hanno scavato nel suo passato e non c’è voluto molto per sapere che il 55enne lombardo un passato turbolento l’aveva avuto. Nel 1978, quando aveva 22 anni, era stato condannato per l’omicidio di un idraulico del suo paese, a Malegno (Brescia), dove il padre era sindaco. Gli aveva sparato, uccidendolo: sarebbe stato il suo (presunto) rivale in amore. Da allora la vita di Mossoni era costellata da guai giudiziari e aveva conosciuto varie volte carcere e ospedali giudiziari. Un uomo disturbato, la cui mente giocava alcuni brutti scherzi e gli faceva compiere gesti assurdi: come il furto commesso indossando un’enorme parrucca, il suo continuo travestirsi e cambiare d’abito o la recentissima irruzione all’ospedale “San Bortolo” di Vicenza, travestito da Rambo, perché “i servizi segreti gli stavano addosso”. Simpatizzante di estrema destra, possessore di svariate armi da taglio e balestre. Ora un’altra accusa di omicidio pende sul suo capo, quella della ex compagna. Lui si dichiara innocente, nega tutto e lo confessa al suo legale che ora parla per lui. Non avrebbe più rivisto Federica da quando si erano lasciati, avrebbe ammesso. Ma a Brenzone, secondo la polizia, Mossoni era comparso a febbraio di quest’anno. Si era finto un biologo che doveva compiere alcune ricerche sul Garda. Gli serviva una barca e l’aveva domandata ad alcuni veronesi del lago. Lo ha riconosciuto in foto un accertatore della sosta. Non ha avuto dubbi, “È lui, il biologo, me lo ricordo” avrebbe ammesso il testimone.

IL MISTERO DELL'AUTO - E altri particolari inquietanti sono emersi: come quello secondo cui il sedile del passeggero della sua Fiat Punto era stato sostituito da uno sdraio o l’incidente che aveva fatto a bordo della Opel Tigra della pornostar, contro la cancellata di una villa a Pescantina, in viale Verona. Guidava talmente forte quel giorno che alla rotatoria aveva perso il controllo ed era andato a sbattere. Aveva poi preso accordi per il risarcimento con il proprietario della casa danneggiata e lì per lì “sembrava una persona normale” salvo poi scoprire, giorni dopo, che i soldi per riparare i danni non li voleva scucire e aveva mandato a quel paese il veronese della villa. L’Opel Tigra, senza assicurazione ne’ bollo, era stata abbandonata proprio davanti alla casa, in uno spiazzo e ci sarebbe rimasta per almeno un mese e mezzo. All’interno aveva lasciato i suoi attrezzi da lavoro. Un lavoro che tuttavia non si sa quale fosse esattamente: a volte confessava di fare l’idraulico e altre volte l’operaio. Con la compagna, forse proprio federica, erano stati visti spostare l’auto in un’area di sosta poco distante dalla villa. Avevano caricato gli attrezzi su un’altra auto ed erano andati via. Tra fine 2013 e inizio 2014 Giacomini e Mossoni avevano preso casa in Valpolicella, in via Loira a Corrubbio.

Il 55enne aveva conosciuto Federica otto anni fa. La donna si era innamorata di lui per la sua personalità affascinante, dissimulata da quei disturbi che via-via avrebbe imparato bene. Lo andava a trovare tutti i giorni anche all’ospedale psichiatrico dove era stato ricoverato a seguito di un lite. La 43enne aveva poi imparato, a sue spese, che il compagno era un violento: la maltrattava, picchiava e pretendeva i soldi che lei guadagnava con serate di lap-dance e i filmini hard. La famiglia di Federica, per voce del loro avvocato, ha già dichiarato di aver denunciato l’uomo per sfruttamento della prostituzione e stalking.

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