Verona, vigili contro mendicanti? Tosi: "Denunciare agenti significa volere degrado". La Procura difende

Il sindaco si scaglia contro il consigliere Benciolini (già querelato dal comandante della Municipale): "I Cinquestelle difendono l'accattonaggio molesto". Schinaia: "L'indagine è solo atto dovuto. I politici facciano le loro polemiche"

“Denunciare la polizia municipale con quell’accusa equivale a difendere il degrado e avvallare fenomeni che risultano insopportabili per i cittadini veronesi e per i turisti”. Lo “sfogo” del sindaco Flavio Tosi non smentisce il suo appoggio incondizionato all’operato degli agenti scaligeri. Anzi, il primo cittadino si toglie qualche altro “sassolino dalle scarpe” e passa al contrattacco. C’è “qualcuno”, come l’esponente del Movimento 5 Stelle, Gianni Benciolini, che presentando l’esposto in Procura “difende degrado e accattonaggio molesto e perciò denuncia la Municipale che accompagna senza violenza o forza, mendicanti fastidiosi per le identificazioni del caso e sequestrare i loro proventi”. Tosi si riferisce ai tre agenti della polizia municipale di Verona che risultano indagati e altri 15 che saranno sentiti dal pm come testimoni. A scatenare la potenziale bufera nel Comando di via del Pontiere è stata l’inchiesta aperta dalla Procura per abuso d’ufficio relativamente ad alcune retate contro l’accattonaggio e i mendicanti.

Tutto è partito da un esposto anonimo ma presentato lo scorso maggio dal consigliere comunale Benciolini. La segnalazione in procura riportava una comunicazione di marzo del dirigente del reparto territoriale del vigili in cui, per affrontare le situazioni di degrado e di chi chiede l’elemosina, si chiedeva di trasferire i mendicanti nella sede del Comando. L’esponente Cinquestelle aveva perciò ipotizzato una violazione della legge poiché le Forze dell’ordine possono accompagnare in sede solo chi è sprovvisto dei documenti e chi non ci sta a farsi identificare. Nel mirino delle indagini ci sono i blitz effettuati l’11, il 18 e il 21 marzo e il 18 aprile che sarebbero andati ad individuare persona già registrare e conosciute. Il comandante della polizia municipale, Luigi Altamura, aveva già presentato una querela per diffamazione contro il consigliere Benciolini relativamente al contenuto dell’esposto in cui tra l'altro si contesta anche la regolarità del sequestro delle somme di denaro. Il procedimento starebbe per essere archiviato (anche se non ci sono conferme).

Tosi, ribadendo che non c’è nulla di ufficiale, nessun “avviso di garanzia”, ha spiegato quindi che “le persone che sono in difficoltà o vivono in condizioni di povertà possono rivolgersi a Servizi sociali, strutture apposite e di volontariato come la Caritas. Preso atto che il Movimento 5 Stelle difende questo tipo di fenomeni e li sostiene, auspichiamo che la regolare attività della polizia municipale, unica modalità di controllo e di dissuasione per contenere queste situazioni, venga valutata in senso positivo dalla procura”. Proprio la Procura, interpellata sul caso dal Corriere Veneto, ha smentito nettamente una “bufera” giudiziaria al Comando della polizia municipale, in via Del Pontiere. L’indagine sarebbe stata attivata ma come “atto dovuto alla presentazione dell’esposto”. Nulla di più, commenta il procuratore capo, Mario Giulio Schinaia sul quotidiano locale:

«Il pm che si occupa del caso sta sentendo persone informate sui fatti per accertare come stiano effettivamente le cose. Tutto qui. L’unica certezza, al momento, è che sia in atto una sorta di guerra tra un esponente politico (Gianni Benciolini dei grillini, ndr ) e un appartenente alle forze dell’ordine (il comandante dei vigili Luigi Altamura, ndr ) - si accalora Schinaia, secondo cui «non corrisponde al vero neppure l’archiviazione» dell’inchiesta su Benciolini per la presunta diffamazione ai danni di Altamura -. In ogni caso, noi magistrati pretendiamo di restarne fuori: i politici facciano le loro polemiche; quanto alla procura, lasciateci lavorare in pace»

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