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Verona, via le aree picnic dai giardini? Negozianti e residenti esultano: "Finalmente". Altri contrari

Ognuno difende "il proprio cortile": chi lavora e vive in zona confessa che la situazione si era fatta insostenibile per il degrado. Giovani e frequentatori occasionali giudicano la scelta del Comune uno sbaglio totale

Via le aree picnic? “Finalmente”. Sembra essere questa la reazione più condivisa dai negozianti e dai residenti della zona. Da altre parti invece la scelta del Comune è vista come deleteria per i turisti o un provvedimento tampone che non porta vere soluzioni. Le testimonianze di chi ha un locale commerciale sono tutt’altro che serene. Si parla dei giardini di piazza Indipendenza,  dove da qualche ora sono sparite le panche e i tavolini per pranzare al sacco. Una decisione presa dall’amministrazione cittadina a seguito delle “numerose” lamentele sul degrado della zona.

Secondo il sindaco Flavio Tosi, che in men che non si dica ha organizzato ruspe e operai per sradicare le strutture, l’area verde era diventata meta di troppi barboni e di sbandati, a tutte le ore della sera e della notte. Si stanno ora studiando soluzioni sul trasferimento della zona di ristoro, utilizzata da molti turisti. Come già annunciato, si pensa ai giardini Raggio di Sole, a Pradaval o verso Ponte Aleardi. Spetterà agli uffici che si occupano dell’arredo urbano e alla Soprintendenza dei beni architettonici definirne l’esatta posizione, dato il vincolo presente. Ad esultare sono, appunto, i negozianti, come spiegano alcuni sul Corriere Veneto:

 «Nei giardini, dopo una certa ora, è un delirio puro. E di notte non so cosa succede, ma capita spesso che al mattino trovi vomitate davanti alle vetrine o cartoni abbandonati» racconta Rossella Marcante, del negozio d’abbigliamento Via Nizza. Nella tabaccheria a fianco, la titolare Grazia Allegri applaude alla decisione del Comune: «Era ora. Ho abitato per anni in piazzetta Pescheria e la mattina presto l’aria era appestata dall’odore di urina o da quello dei disinfettanti potentissimi usati dagli operatori dell’Amia. Probabilmente queste persone adesso troveranno un altro posto, ma almeno questo angolo di centro tornerà più decoroso». Gabriella Tuppini, della boutique Martello, lancia un’idea: «Sono qui da cinquant’anni ed effettivamente questi clochard erano diventati un po’ i padroni del giardino. Io ho collaborato per anni con le associazioni che si occupano di dare una mano a queste persone e credo che il Comune dovrebbe forse mettere a loro disposizione un’area verde in periferia, dove non creino problemi di convivenza a nessuno»

Per altre persone che frequentano la zona lo smantellamento delle aree picnic si potrebbe rivelare un boomerang: sia per quanto riguarda il turismo (è l’unica area in centro storico dove si può pranzare al sacco liberamente, senza incorrere nelle multe per la violazione del regolamento comunale) sia perché ne risente l’immagine “accogliente” della città, sia perché non hanno mai rilevato posizioni di degrado. Tra questi anche alcuni ragazzi, una trentina di giovani, che all’ombra ne avevano fatto il loro punto di ritrovo per bere qualcosa in compagnia e ascoltare della musica. Spiegano infatti che in estate sono presenti ogni giorno e nonostante qualche “eccesso” non è mai stata lamentata la loro presenza.

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