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Verona, vetri in frantumi e portiere divelte: furti avevano fruttato 50mila euro in apparecchiature foto

Sono tre ed increduli i fotografi che mercoledì mattina si sono visti riconsegnare le loro preziose macchine fotografiche dai poliziotti grazie alle indagini con le quali è stata sgominata una banda di ladri sinti

Sono tre ed increduli i fotografi che mercoledì mattina si sono visti riconsegnare le loro preziose macchine fotografiche dai poliziotti della Squadra Mobile di Verona. Ormai non speravano più di poter rivedere le loro attrezzature, del valore complessivo di oltre 50mila euro. Corpi macchina, obiettivi di varie dimensioni, flash, filtri, custodie, tutto materiale che la polizia è riuscita a recuperare nell’ambito delle articolate indagini con le quali la settimana scorsa è stata sgominata una banda di ladri sinti, specializzati in furti sulle auto in sosta.

Nel mirino della banda molto spesso, come in questo caso, finivano fotografi, professionisti e non, in trasferta per seguire e riprendere le manifestazioni sportive della provincia. I primi contattati dalla Squadra Mobile sono infatti due professionisti, uno della provincia di Torino e l’altro della provincia di Bergamo, che il 29 marzo si erano recati a Brescia per seguire le fasi conclusive e la premiazione della celebre "Mille Miglia". In un momento di pausa, lasciate le attrezzature in auto, si erano concessi un po’ di ristoro in una pizzeria ma ad un certo punto la brutta sorpresa: l’allarme dell’auto che scatta, la corsa precipitosa e la scoperta del lunotto posteriore infranto. I ladri si erano portati via tutto.

Simile anche la vicenda del secondo fotografo contattato dalla Mobile, un amatore residente a Ravenna, che il 30 marzo si era recato all’autodromo di Imola in occasione di una gara di motociclismo. Sulla strada del ritorno, ma sempre all’interno del tracciato, aveva per un breve momento lasciato incustodita l’auto. Una volta giunto a casa si è poi purtroppo accorto che qualcuno aveva fatto scomparire le sue attrezzature dal vano posteriore.

Nelle scorse ore, finalmente, l’insperata riconsegna della polizia che, anche grazie ai numeri di serie delle apparecchiature, sono riusciti a risalire ai legittimi proprietari. Grandissima la gioia di tutti e tre nel rivedere le loro preziose macchine fotografiche, ma soprattutto del giovane, il ragazzo della provincia di Bergamo, neolaureato che da poco si stava apprestando a svolgere la sua nuova professione e che, come ha dichiarato, non avrebbe potuto continuarla a seguito del furto, vista l’impossibilità di affrontare nuovamente l’impegnativa spesa per le attrezzature necessarie.

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