Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Corso Sant'Anastasia

Verona, nel vecchio materasso della nonna ci sono 47 milioni di lire nascosti: lotta per cambio valuta

La vicenda di una 98enne che non voleva disfarsi dei suoi mobili antichi. Figli e nipoti la convincono e trovano la sorpresa: "La Banca d'Italia si ha detto nulla da fare". Ma un'associazione corre in aiuto

Sarebbe stato bruciare i soldi. Letteralmente. Perché come viene raccontato nelle storielle quel materasso era imbottito di banconote. Vecchio il cuscino e antiche le banconote: 47 milioni delle vecchie lire. Son pur sempre soldi che appartengono a Marcella Avesani, signora veronese di 98 anni che dopo numerose discussioni era stata convinta dalla figlia a sostituire il materasso. Immaginarsi la sorpresa quando ha scoperto cosa c’era nascosto tra la lana. Da qualche anno Marcella vive a Rimini con la figlia che provvede anche alla sua assistenza. Aveva deciso di trasferirsi portando alcuni mobili, tra cui la camera da letto. E quel materasso, appunto. La storia è raccontata dalla nipote della 98enne, Giada, sulle pagine de L’Arena

«Al momento di buttare via il vecchio», prosegue Giada, «ci siamo accorti che era tagliato, e che c'era qualche cosa dentro: siamo rimasti davvero a bocca aperta quando abbiamo visto che si trattava di 47 milioni di vecchie lire in contanti. Mia nonna è letteralmente caduta dalle nuvole: non si ricordava assolutamente di aver riposto i suoi risparmi nel materasso: data l'età succede che ogni tanto si perda un po', anche se è molto attiva e non dimostra affatto i suoi anni. Ma sicuramente li ha messi lei quei soldi nel materasso»

Ora si sta quindi cercando di convertire le lire in euro. Un bel gruzzoletto, non c’è che dire, che potrebbe aggirarsi sui 20mila euro. La famiglia si era dunque rivolta alla Banca d’Italia ricevendo una prima delusione. E’ stato riferito infatti che era scaduto il termine di dieci anni, nel 2012, per il cambio delle valute e che, in pratica, i soldi erano carta straccia e che non si poteva fare nulla. Andando a fondo della questione, però, si è aperto uno spiraglio. Su internet i famigliari sono riusciti a rintracciare i riferimenti di un’associazione, Agitalia, che si occupa di vicende simili e che non ha esitato a rispondere alla richiesta di spiegazioni per i 47 milioni di lire. Come riporta il quotidiano locale,

«se è vero il limite del 2012, è altrettanto vero che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto, quindi in tal caso i dieci anni decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire»

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