Valpolicella contraffatto: sequestrate 80 tonnellate d'uva dai carabinieri

L'operazione si è svolta a Tregnago e nei guai sono finite tre persone accusate di frode in commercio e vendita di prodotti con marchio contraffatti. Gli accusati però affermano di poter provare la provenienza delle uve

Frode in commercio e vendita di prodotti con marchio contraffatti. Queste le accuse che pendono sul capo di tre imprenditori del vino e che ha portati i carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Padova a sequestrare 80 tonnellate di uva rossa destinate all'appassimento per produrre il Recioto e Amarone e 35mila litri di vino rosso destinati a diventare Valpolicella Doc in una cantina di Tregnago.

Secondo gli inquirenti, solo la vendita delle bottiglie già confezionate avrebbe fruttato 600mila euro all'azienda finita nel mirino dei militari. Gli accusati però hanno già annunciato di poter provare che la produzione di uva e le 35 mila bottiglie, rientrano nei confini stabiliti dal disciplinare della Docg per la produzione dei vini in Valpolicella.

L'ispezione è scattata un paio di settimane fa in presenza degli agronomi della Siquria spa di Soave, la società di certificazione autorizzato dal Ministero delle politiche agricole. Come riportato nel comunicato, i Nas di Padova affermano di aver verificato che "i 14 ettari di vigneto di proprietà dell'imprenditore agricolo e di due familiari, titolari di altrettante aziende agricole, potevano produrre circa 40 tonnellate di uva in quanto i vigneti si presentavano trascurati, non avendo subito le dovute operazioni di potatura, diserbo e gli adeguati trattamenti per la difesa fitosanitaria".

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Gli inquirenti stanno ora verificando la provenienza dell'uva, che a loro parere sarebbe stata acquistata in nero in altre province e non si tratterebbe del frutto di tipo rondinella o corvina, ma di semplice uva del costo di 20 centesimi al chilogrammo. Prosegue poi il comunicato: "I Carabinieri del Nas hanno accertato che la frode veniva compiuta mediante l'emissione di documenti di trasporto mendaci, al fine di giustificare il conferimento all'azienda produttrice di uva - di fatto acquistata - da aziende non appartenenti al territorio della Valpolicella e di qualità non compatibile coi parametri richiesti dal disciplinare di produzione".

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