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Verona, uno dei simboli della città da "curare": mese di restauro per la statua di Cangrande della Scala

La preziosità della statua e la sua particolare collocazione all’aperto, protetta da uno sporto del tetto, richiede un controllo periodico della superficie lapidea, dopo il grande restauro del 1995 finanziato dalla Banca Popolare

E’ iniziata ai primi di ottobre la manutenzione conservativa programmata della statua equestre di "Cangrande della Scala", uno dei simboli di Verona e del Museo di Castelvecchio. L’opera è uno dei capolavori dell’arte della corte degli Scaligeri. Fu scolpita tra il 1340 e il 1350 da uno scultore anonimo chiamato per convenzione Maestro dell’arca di Mastino II, per essere collocata sulla sommità dell’arca funebre del condottiero, sopra la porta settentrionale della chiesa di Santa Maria Antica.

La preziosità della statua e la sua particolare collocazione all’aperto, protetta da uno sporto del tetto, richiede un controllo periodico della superficie lapidea, dopo il grande restauro del 1995 finanziato dalla Banca Popolare di Verona e eseguito dall’Istituto Centrale del Restauro di Roma, a cui è seguita un’importante verifica diagnostica nel 2007 allo scopo di controllare l’azione degli agenti atmosferici. La nuova manutenzione per la pulizia dal pulviscolo e per l’eventuale consolidamento della pietra è cominciata il 6 ottobre per cura della restauratrice Francesca Mariotto, che vanta una formazione allo stesso Istituto Centrale del Restauro e una lunga esperienza nel restauro dei manufatti lapidei, di cui detiene l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti di Verona. La conclusione dei lavori è prevista entro il mese di novembre.  

Nel 1909 la scultura venne portata al Museo Civico, allora nella sede di Palazzo Pompei e sostituita sull’arca da una copia realizzata dallo scultore Rodolfo Dusi. A partire dal 1958, Carlo Scarpa fece dell’effige a cavallo del signore scaligero l’emblema del suo restauro di Castelvecchio, progettandone l’esposizione nel passaggio sopraelevato tra le regge. Il pubblico incontra il cavaliere tra le linee eleganti del camminamento di ferro e di cemento, accolto con stupore dal sorriso largo e cordiale che anima il volto del signore di Verona.

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