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Ubriaco violento in pizzeria: minaccia con una pistola i dipendenti e poi aggredisce i carabinieri

Il caso ha avuto luogo nel fine settimana a Caprino, dove un uomo in evidente stato d'ebrezza ha scatenato un pandemonio all'interno di un locale della città intorno a mezzogiorno

Un caso senza dubbio peculiare quello avvenuto ieri a Caprino, un episodio che dimostra come spesso i problemi di alcolismo possono arrivare a danneggiare non solo gli interessati, ma anche chi gli sta intorno, portando spesso a conseguenze ben più gravi di un semplice mal di testa. L'altro giorno in una pizzeria del paese un uomo, in stato alterato, ha prima minacciato con una pistola uno dei dipendenti del locale e ha poi aggredito i carabinieri intervenuti per fermarlo. Ora dovrà rispondere del suo comportamento davanti ad un giudice.

TROPPO ALCOOL – Da tempo i famigliari dell'uomo arrestato l'altro giorno a Caprino convivono con i problemi derivanti dal suo abuso di alcool, ma l'ultimo episodio che l'ha coinvolto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Già da qualche giorno l'uomo si aggirava per la città in preda ai fumi dell'alcool, ma domenica, all'interno di una pizzeria, qualcosa di diverso è scattato nella sua testa. L'uomo era stato nello stesso locale anche il giorno precedente, esplodendo e aggredendo verbalmente i presenti, tanto da far arrivare i carabinieri che l'hanno rispedito a casa, senza conseguenze. Domenica l'uomo è tornato al locale e, ad un certo punto, dopo aver consumato il pranzo, si è rivolto al pizzaiolo, che in quel momento era alla cassa, puntandogli contro una pistola e chiedendogli dove fosse il bagno. L'arma, dalla quale aveva tolto il bollino rosso, era finta, ma di metallo e quindi del tutto simile a una vera. Almeno così ha creduto in un primo momento il pizzaiolo che si è allontanato. E l'uomo è tornato a sedersi, ha messo via la pistola e ha aspettato.

L'ARRESTO – Sul posto sono quindi arrivati i carabinieri, che l'hanno trovato seduto placidamente al suo tavolo. Purtroppo però la tranquillità era solo apparenza e, davanti ai militari, l'uomo è infatti esploso, aggredendoli. Prima li ha insultati, poi si è scagliato addosso ad uno di loro, colpendolo con calci e pugni e facendogli “guadagnare” una prognosi di tre giorni. Ieri, quando si è svegliato,ha chiesto come mai era in caserma, quando gli hanno raccontato quel che aveva fatto si è scusato, dispiaciuto. L'arresto è stato convalidato e il magistrato, anche in vista della possibilità da parte dell'imputato di versare una somma a titolo di risarcimento, lo ha rimesso in libertà e ha concesso un termine. Il processo sarà celebrato in giugno.

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