Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, ubriaco alla guida? Prendi scopa e paletta e poi "olio di gomito". Da ora "recuperi" più facili

Nuovo protocollo tra Procura, Prefettura, avvocati e Tribunale. I “colpevoli” di aver alzato il gomito potranno dunque adoperarsi per ripulire le strade, sistemare il verde, essere impiegati in agenzie sociali ed enti pubblici

Ubriaco alla guida? Ecco scopa e paletta. E poi a scuola di “educazione stradale”. L’estrema sintesi si deve al nuovo protocollo sottoscritto da Tribunale di Verona, Prefettura, Procura, Ordine degli avvocati e Camera penale. In realtà il metodo per “riparare” alle malefatte compiute alla guida era già attiva da tempo (qualora non ci fossero i presupposti per contestare un incidente o lesioni a terzi), ma ora la procedura sembra essere più rapida e facile da attuare. I “colpevoli” di aver alzato il gomito potranno dunque adoperarsi per ripulire le strade, sistemare il verde, essere impiegati in agenzie sociali ed enti pubblici. Lo spiega il Corriere Veneto, riportando le parole del giudice Laura Donati

«Con questo protocollo - ha spiegato il giudice Laura Donati che ha lavorato alla sua definizione - la sanzione si applica a partire da un decreto penale di condanna, non da una sentenza, il che significa che, con l'accordo delle parti, non si celebra alcuna udienza. In questo modo si risparmiano tempo e fondi e non si ingolfano i tribunali. In più, per Comuni, enti e associazioni c'è la possibilità di poter contare su persone motivate a riparare il proprio errore. Così motivate che, ce lo dicono i dati, colpite dall'esperienza, spesso tornano a prestare attività di volontariato»

Così, per coloro che vengono trovati “ubriachi” alla guida (con un tasso di almeno 0,8 grammi di alcol nel sangue, si precisa) la legge potrà prevedere il dimezzamento del periodo di sospensione della patente e l’estinzione del reato in tempi rapidi. Il giudice, poi, al termine del “percorso di recupero” dell’automobilista, potrà anche revocare l’eventuale confisca del mezzo.

I dati per accogliere nel migliore dei modi la nuova proposta, sempre secondo il quotidiano locale, ci sarebbero tutti, nel Veronese.

Per adesso sono i numeri a promuovere questo tipo di scelta: fino ad oggi sono stati circa 900 i procedimenti penali, nella nostra provincia, per guida in stato di ebrezza. Di questi, circa 600 persone hanno richiesto di fare lavori socialmente utili. Si va da un minimo di 14 giorni di impegno fino a 4 mesi, in teoria anche di più, mentre sono 140 i posti messi a disposizione da enti e associazioni per svolgere le mansioni. Capofila il Centro Servizi per il Volontariato. «In tutto - ha sottolineato Donati - si contano sulle dite delle mani le persone che non hanno risposto in modo positivo». Tanto che gli avvocati hanno ribadito: «Si va nella giusta direzione della responsabilità sociale e del fine rieducativo della pena».

Un'altra via di uscita, per coloro che sono sicuri di essere stati "traditi" dalle apparecchiature di rilevamento alcolemico, invece esiste anche la contestazione. In alcuni casi accolta. Ma questa, come si suol dire, è un'altra storia.

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