Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Piazzale Scuro Ludovico Antonio

Verona, tumori al seno: nasce la rete "Breast unit" per curare le donne sin dalla diagnosi

Il modello organizzativo è quello dell’Hub & Spoke (Ospedale principale-ospedale di territorio) con la creazione di una rete oncologica avente come fulcro l’Istituto oncologico Iov, in sintonia con le aziende ospedaliere di Padova e Verona

Il 2014 inizia con un’altra novità qualificante per la sanità veneta che, nella sua ultima seduta del 2013, su proposta dell’assessore Luca Coletto, ha istituito una nuova organizzazione, le “Breast Unit”, per la lotta al tumore al seno e per assistere al massimo la donna, presa in carico da un sistema multidisciplinare che la accompagna dalla prima diagnosi all’auspicata guarigione.

Il modello organizzativo è quello "dell’Hub & Spoke" (Ospedale principale-ospedale di territorio) con la creazione di una rete oncologica avente come fulcro l’Istituto oncologico veneto (Iov) in sintonia con le aziende ospedaliere di Padova e Verona e in collaborazione con le attività di alta specializzazione ed eccellenza delle Ullss sul territorio. Nel capoluogo scaligero ci sarà il coordinamento di un primario, mentre a San Bonifacio ci sarà una Unità di senologia diagnostica. Nel Veneto gli altri centri saranno a Montecchio Maggiore, Treviuso, Castelfranco Veneto e Mestre. La nuova rete si articola in Commissione di coordinamento del polo oncologico, Centri hub di senologia, Centri spoke di Senologia, Unità di Senologia diagnostica. Al centro Hub afferiscono i servizi di radiologia, chirurgia, anatomia patologica, radioterapia, oncologia medica, medicina nucleare personale infermieristico ed il case manager., l’oncogenetica, l’attività riabilitativa, il supporto psicologico. I servizi che compongono il centro Spoke sono radiologia, chirurgia, anatomia patologica, oncologia e radioterapia. Ci sono poi le Unità di Senologia diagnostica, che svolgono attività di mammografia, ecografia, ago aspirati, biopsie ecc. Fondamentale sarà, infine, l’aiuto del volontariato il cui prezioso lavoro si potrà concentrare sulla fondamentale attività di informazione, su quelle di ascolto e assistenza umana e psicologica, e su quelle di assistenza per il recupero psicofisico dopo la malattia.

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“Con questo sistema nessuna donna veneta che possa guarire non ci riuscirà – sottolinea il presidente della Regione, Luca Zaia - e tutte saranno prese in carico da una formula di assistenza che parte dalla prima diagnosi e arriva alla guarigione senza lungaggini burocratiche, code agli sportelli per prenotare esami, attese tanto odiose quanto è odiosi il male patito. La buona sanità che al Veneto è internazionalmente riconosciuta – aggiunge – è fatta  anche di organizzazione e questa è stata costruita per dichiarare una vera e propria guerra al cancro al seno, che in Italia rappresenta la prima causa di morte nelle donne tra 35 e 50 anni, con oltre 450mila casi già diagnosticati e 40mila nuovi casi l’anno. E’ anche un segnale di civiltà – conclude Zaia – perché un tumore al seno è un dramma umano, oltre che un problema sanitario”

“E per questo gli fa eco l’assessore alla sanità Luca Coletto - le nostre donne troveranno anche assistenza psicologica, riabilitativa e, se opportuno, di chirurgia ricostruttiva. Tutto il cammino è stato studiato nei minimi particolari, ed ha un solo grande obbiettivo: diagnosticare e curare senza lasciare un minuto di vantaggio al male, a partire dagli screening presenti in tutto il Veneto, passando per la visita senologica, per arrivare all’eventuale intervento chirurgico e a tutta l’assistenza necessaria nella fase successiva fino alla guarigione”.
 

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