Cronaca Peschiera del Garda / Lungolago Porto Esterno

Verona, chili di oro e ville con piscine: fermata banda di truffatori

Le Fiamme Gialle conducono 38 perquisizioni in sei regioni del Nord sequestrando 20 negozi "Compro oro", auto di lusso, 41 conti correnti bancari, orologi Rolex. I capibanda risiedevano a Peschiera

Sgominato l'ennesima associazione a delinquere finalizzata a gestire illecitamente una catena di negozi di Compro oro. Secondo le indagini della guardia di finanza la banda aveva sede a Ostiglia, nel Mantovano, e poteva contare su diramazioni in varie Regioni del Centro Nord (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Liguria e Toscana). Sui tre capibanda si sono strette le manette. Raffica di denunce, a piede libero, per altri 17 presunti complici. Le indagini portano dritto ad una lussuosa villa di Peschiera del Garda.

Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa, ricettazione, riciclaggio, frode fiscale e commercio abusivo d'oro. Le Fiamme Gialle hanno eseguito 38 perquisizioni locali, sequestrando 20 negozi "Compro oro", auto di lusso (Hummer e Bentley), immobili di pregio, 41 conti correnti bancari, orologi Rolex, 3 chili di oro e tre cassette di sicurezza. Le indagini, partite nel gennaio 2013, sono scaturite da un controllo delle Fiamme Gialle in un negozio di Modena da cui sono emerse irregolarità riguardanti il pagamento del metallo prezioso in contanti e senza registrazione. Lo sviluppo degli accertamenti ha consentito di appurare che il punto vendita era riconducibile ad una nota catena, costituita da quasi 30 cellule locali nell'Italia centro settentrionale (le più numerose in Veneto 11, Emilia Romagna 6, Lombardia 5, Toscana 4) di cui 18 direttamente acquisite e 10 gestite in franchising, fornita anche di un ''banco metalli'', necessario per procedere alla fusione dei prodotti in oro acquistati e la conseguente trasformazione in lingotti.

GLI ARRESTI - I tre promotori dell'associazione arrestati (di 58, 55 e 26 anni), di cui uno originario della provincia di Rovigo e due di quella di Mantova, "componenti della stessa famiglia e di fatto residenti in una lussuosa villa con piscina situata a Peschiera del Garda, avevano elaborato - ha spiegato la guardia di finanza di Modena, che segue le indagini - un articolato e lucroso meccanismo illecito, sostanzialmente ideato per acquisire oggetti d'oro, anche di provenienza illecita, omettendone in gran parte la registrazione sui registri di pubblica sicurezza o fiscali, occultando ogni traccia sia della provenienza illecita dei preziosi, sia degli elevati ricavi conseguiti dalla successiva vendita". Dal 2009 a oggi, gli indagati risultano aver acquistato oltre 1408 chili di monili in oro, per un valore di oltre 32 milioni di euro.

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