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La protesta di alcuni giorni fa nella sede dell'Agec di Verona

La protesta di alcuni giorni fa nella sede dell'Agec di Verona

Verona, 36 famiglie perdono la casa a Saval, sfratti in corso da parte di Agec: è allarme rosso

Le lettere al ministro Lupi, a tutela dei residenti di via Maddalena, non ottengono i risultati sperati. L'eurodeputato della Lega, Fontana: “Risposta insufficiente e solleva dubbi inquietanti”. Tavolo di trattativa

Torna sulla vicenda degli sfratti in zona Saval a Verona, l'eurodeputato della Lega Nord, Lorenzo Fontana. E lo fa scrivendo una lettera al ministro delle Infrastruttura, Maurizio Lupi. La drammatica situazione di 36 famiglie residenti in via Maddalena tiene ancora con il fiato sospeso. Loro rischiano di perdere la casa a causa del fallimento della cooperativa (la Co.Mi, Cooperativa Militari, appunto) che le ha costruite. Altri blocchi delle palazzine sarebbero in corso a Udine e Trieste. Residenti che si sono visti pignorare i rispettivi appartamenti nonostante il mutuo estinto e le bollette regolarmente pagate. La Co.Mi è stata messa in liquidazione il 18 settembre scorso per colpa di un’operazione edilizia del suo “ramo” romano. Per questo Fontana ha scritto al ministro Lupi lo scorso novembre. Successivamente la Lega Nord è intervenuta a Montecitorio, sede del Camera dei deputati, con un “question time”.

Il Ministero ha risposto che vigilerà “affinché l’organo liquidatore prenda nella dovuta considerazione tutte le istanze presenti”. “Una formula tanto generica quanto evasiva, che non significa nulla”, attacca ora Fontana. “Anche perché il Ministero non ci dice come intenda comportarsi effettivamente sulle azioni proprio del commissario liquidatore, che ha inviato delle lettere di scioglimento dall’assegnazione degli alloggi. Non ci dice nulla sulle sue eventuali responsabilità, dato che da anni aveva commissariato la Co.Mi e nel 2008 aveva provveduto a un’ispezione, tuttavia senza esito. Qua c’è gente perbene che rischia di perdere la casa per colpa delle negligenze del ministero stesso, credo meriti più di una risposta di circostanza. Per quanto ci riguarda, io e la Lega faremo nuove pressioni sul ministro Lupi e interesseremo il Comune di Verona perché faccia quanto di sua competenza”.

All'origine del fallimento della Co.Mi un danno pecuniario causato dal ramo romano della cooperativa, a seguito di una speculazione edilizia. Nella fattispecie un appalto di 5,4 milioni dato a un'impresa edile per la costruzione di negozi, centri commerciali e parcheggi (rivelatisi abusivi) e mai pagato. L'impresa appaltante ha aperto di seguito un contenzioso, ma commissari romani della Co.Mi hanno deciso di spalmare su tutti i 210 soci il debito, quindi anche sulla 36 famiglie di via Maddalena. I quali adesso si ritrovano a un bivio: o pagano 25 mila euro, o con la cooperativa in liquidazione perdono la casa.    

EMERGENZA SFRATTI - Intanto continua l'allarme sociale che da tempo attanaglia la provincia veronese, che mantiene numeri altissimi di morosità. A pochi giorni dall'incontro tra i rappresentanti del Comune, gli attivisti della "Rete sociale per il diritto alla casa" e i vertici di Agec, azienda comunale che si occupa della gestione del patrimonio immobiliare di Verona, è andata in scena la protesta sotto Palazzo Barbieri per gli sfratti. Un inquilino 54enne, disoccupato da due anni, ha dovuto abbandonare la sua casa perchè dopo cinque proroghe non è riuscito a far fronte ai debiti dell'affitto. Drammatica la situazione anche pe run'altra inquilina, di origine marocchina ma a Verona da 17 anni. Lei vive con i due figli e il più piccolo di loro, sei anni, è disabile e non riesce a camminare. Aveva chiesto un palazzo con l'ascensore per evitargli le scale ma da anni, ha raccontato, l'Agec sembra non sentire ragioni. Circa le trattative in corso con Agec e Comune, come spiega L'Arena, la "Rete sociale" si fa avanti

Sono tre, in particolare, le istanze che presenteremo: chiederemo una moratoria degli sfratti, la revisione delle spese condominiali dell'Agec e la definizione dei criteri di "morosità incolpevole", che includano non solo le persone che hanno perso il lavoro, ma anche quelli che hanno avuto una riduzione del reddito

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