Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Via dei Platani

Verona, bimbi sulle strade a rubare: per l'aguzzino il reato non esiste più

Il Tribunale costretto ad azzerare il processo per il 38enne romeno che dal 2000 trascinava decine e decine di ragazzini connazionali under14 in città dopo viaggi massacranti dalla madrepatria

Il caso risale al 2004: era stato trovato il colpevole e accertato il reato, tra i più odiosi. La Squadra Mobile della polizia di Verona aveva infatti chiarito che lui, Adrian Bucataru, 38enne di origine romena, aveva imbastito un traffico di minorenni dalla madrepatria. Li faceva entrare in Italia e li spediva per le strade del capoluogo scaligero a scippare i passanti e svaligiare le case. Almeno una settantina i ragazzini sfruttati e trasformati in delinquenti. Per l'uomo, ora, quel reato non esiste più. Come se non avesse fatto nulla. Sono infatti sopraggiunti i termini di prescrizione: dallo scorso marzo sono passati otto anni e nove mesi, periodo "massimo" per arrivare alla fine del processo. Ma solo a fine 2012 la Procura scaligera aveva avanzato la richiesta al giudice per il rinvio a giudizio. Le indagini sul capobanda romeno, come spiegano i quotidiani locali, si erano concluse solo a dicembre dello scorso anno.

La polizia, nel 2004 aveva arrestato il 38enne assieme a quattro complici, connazionali. Tre furono condannati, ma il capobanda, la mente criminale, si era reso irreperibile, essendo latitante. Il Tribunale è stato costretto così ad "azzerare" il reato. Secondo le ricostruzioni della Squadra Mobile, il traffico dei minori sarebbe cominciato nel 2000.

TERRORIZZATI - Quasi tutti i ragazzi, circa 70 quelli rintracciati, avevano all'epoca meno di 14 anni. Arrivavano a Verona tramite viaggi massacranti dalla Romania via Ungheria e Austria. Una volta in città venivano sistemati in alcuni appartamenti, principalmente in via Platani e via Olivè. Pochi attimi di "propedeutica", con le istruzioni, sui colpi da fare e su come muoversi tra la gente da derubare. Poi per loro c'era solo la strada, dalle sette di mattina alle otto di sera. Decine e decine i borseggi, ogni giorno: secondo gli investigatori avrebbero fruttato alla banda di sfruttatori almeno due milioni di vecchie lire al giorno. E se non ubbidivano scattavano botte, minacce e giornate senza mangiare. Terrore puro. L'ideatore del quale non pagherà mai il conto alla giustizia.

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