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Soave, foto Facebook "Fiume Alpone Live"

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Verona, Tramigna, Alpone e Chiampo, ancora strade, cantine e campi allagati: incubo alluvione

Ore di apprensione per le comunità dell'Est Veronese nei paesi che ormai da anni combattono contro le alluvioni: Monteforte, Soave e San Bonifacio sempre più "sorvegliate speciali". Per ora situazione sotto controllo

Legnago e San Bonifacio sott’acqua. E così anche il territorio Colognese, che sta a circa metà strada, non se la passa bene. Giorni e giorni di pioggia ininterrotta ha messo in allerta tutto il territorio della pianura veronese. Idrovore sono in funzione nei punti critici da Legnago a Villafranca. Sono posizionate dal Consorzio di bonifica i cui tecnici, nonostante cerchino di calmare i toni allarmistici, non possono fare a meno di preoccuparsi. Per ora solo i campi sono finiti allagati, la terra è talmente zuppa di acqua che ormai non drena più. Qualche garage ha riportato una ventina di centimetri di acqua e alcune strade secondarie sono state vietate al transito. Ma a riunire tutte le preghiere dei cittadini è il fiume Fratta, al limite di sopportazione.

La Regione ha ordinato lo stop delle pompe nei canali che riversavano acqua nel corso d’acqua principale. Il Fratta - Gorzone non è più in grado di poterla ricevere, sia nel tratto veronese che in quello padovano. D’altronde il Consorzio di bonifica veronese ha già annunciato che la pioggia incessante sta facendo pericolosamente avvicinare i livelli a quelli disastrosi del 2010. Dalla Bassa fino al Villafranchese e all’Est Veronese. Nell’area di Villafranca il fiume Tione dei Monti è esondato in zona Dossi e preoccupa non poco la quota raggiunta dal Tartaro. Nel triangolo Monteforte d’Alpone-Soave-San Bonifacio intanto non ci si rassegna. Si continua a lavorare, a posizionare sacchi di sabbia, a mettere in salvo gli argini, ad azionare le idrovore. La zona ad est della provincia, che da anni è prostrata da allagamenti e disagi, sta vivendo ancora momenti di tensione. Il terrore di acqua e fango ha tre nomi: Alpone, Tramigna, Chiampo.

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SAN BONIFACIO - A San Bonifacio la piena del fiume Chiampo è stata scongiurata ma per ore sono proseguiti ugualmente i monitoraggi. L’area del ponte della Motta, ormai un acclarato punto critico, sembra reggere ancora. Il fiume Alpone è rimasto sui quattro metri e mezzo, un metro e mezzo sotto l’argine. In municipio intanto si è svolta la riunione organizzata dal commissario prefettizio, Igino Olita, con gli esperti della Protezione civile e le Forze dell’ordine. La situazione sarebbe sotto controllo. Disposta comunque, per precauzione, la distribuzione di sacchi di sabbia ai cittadini. I sanbonifacesi si potranno rivolgere al Comune che ha aperto il magazzino di via Tombole. Almeno una cinquantina sono già stati distribuiti lunedì mattina ai residenti delle strade periferiche, dove preoccupa il livello degli scoli e dei fossati. Sotto costante osservazione ci sono infatti le zone di Locara, Palù, Albaron, Masetti. Ad Albaron, come spiega l’Arena, è stato salvato grazie alle motopompe un allevamento di polli.

SOAVE - La zona più critica a Soave rimane San Matteo, che ha subito allagamenti dei campi sportivi. Alcune cantine e seminterrati sono stati riempiti di acqua ma l’allarme, dapprima “rosso” è rientrato. Via San Matteo è stata comunque chiusa al traffico da Castelletto alla Regionale 11, fino alle 16. Non si sono registrati grossi danni, il che è già una buona cosa. In più i livelli di Tramigna e Alpone sarebbero “tranquilli”. In particolare il Tramigna, che aveva fatto passare giornate terribili ai cittadini, non desta più di tanta preoccupazione, essendosi fermato ben al di sotto dei muretti di contenimento. La paura di domenica notte è passata. Il Genio civile aveva deciso di chiudere per due ore la paratia del Tramigna nell’Alpone, in località Villanova. Così facendo, però, il livello del torrente che attraversa il centro storico si è alzato tenendo col fiato sospeso tutti i residenti. Alle prime ore del lunedì, tuttavia, l’Alpone è calato e di conseguenza anche la barriera è stata riaperta, riportando tutto alla normalità. Piccole emergenze, oltre a via San Matteo, anche per il sottopasso della circonvallazione, fino all’autostrada. Anche a Soave, ovviamente, l’intera squadra delle emergenze è al completo: carabinieri, Protezione civile, Genio civile, polizia municipale, dipendenti comunali e residenti volontari. Tutti stanno collaborando per monitorare la situazione.

MONTEFORTE - La piena dell’Alpone ha messo in allarme tutto il paese per ore. Allagamenti, ormai immancabili, ce ne sono stati su strade, campi e scoli. Il livello massimo raggiungibile dal fiume, 2,07 metri, è stata registrata alle sette del mattino ma per mezza giornata i montefortiani hanno tenuto il fiato sospeso. Continui innalzamenti seguiti da abbassamenti del livello d’acqua. Da mezzogiorno in poi è cominciato il (lento) deflusso. Nel frattempo sono state allagate le strade di collegamento tra le località circostanti Monteforte. Chiarelle e Sarmazza sono state separate da un lago, così come Sarmazza e Gambellara. Un “andamento anomalo” dei torrenti: questo è ciò per cui tutti sono rimasti preoccupati per ore. Compresi i genitori dei bambini a scuola. Le attività si sono svolte regolarmente ma da un momento all’altro c’era il sospetto che scattasse l’allarme sgombero. Come spiega sulle pagine dell’Arena il sindaco Carlo Tessari, che già ha vissuto momenti difficilissimi per le alluvioni passate,

“La situazione è stata molto critica, soprattutto perchè i torrenti hanno avuto un andamento anomalo. La preoccupazione in paese c'è, siamo tutti coi nervi molto tirati, e ho pensato fosse giusto dare un punto di riferimento ai cittadini” … “Il monitoraggio è stato continuo nelle 24 ore, lo è sempre, ma stavolta c'era questa variabile in più legata alla novità nella tipologia dell'evento. Finiamola con la burocrazia e le lungaggini. Si corra su Colombaretta e su Montebello”

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