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La tragedia sulle strade di Vigasio. "Paola contava i giorni che le mancavano alla pensione"

La donna di 61 anni morta all'alba di venerdì mentre si recava allo stabilimento Aia di Nogarole Rocca dove lavorava, lascia i tre figli che ha dovuto crescere da sola in seguito alla morte del marito

Si stava recando al lavoro presso lo stabilimento Aia di Nogarole Rocca Paola Cinquetti, la donna di 61 anni deceduta venerdì mattina in seguito ad un terribile incidente stradale che ha visto coinvolta la sua vettura con un tir. 

Secondo le prime ricostruzioni fatte dagli inquirenti, la 61enne, oramai prossima alla pensione, ha improvvisamente perso il controllo della propria Yaris in prossimità di una semicurva, quasi certamente per un colpo di sono o un malore. Dopo aver sbattuto sul guard rail, l'auto è finita nella corsia opposta, mentre la conducente cercava vanamente di rimetterla in carreggiata. Proprio in quel momento però da Vigasio arrivava un tir per il trasporto polli, guidato da un camionista romeno che si è trovato davanti l'auto all'ultimo secondo. Inutili i tentativi del conducente di evitare l'auto che si è improvvisamente trovato davanti messa di traverso. A fatica Vigili del Fuoco e Verona Emergenza sono riusciti ad estrarre il corpo senza vita della donna da ciò che è rimasto dell'auto. 

 Il corpo della vittima è stato trasportato al policlinico di Borgo Roma, all'istituto di medicina legale, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il decesso con ogni probabilità è avvenuto all'istante, vista la violenza dell'impatto e la differenza di mole tra i due veicoli. Sotto shock ma incolume invece il giovane autista romeno. 

Paola Cinquetti lascia tre figli (Denis, Mattia e Manuel), che ha dovuto crescere da sola dal 1991, anno in cui il marito Luigi Marini è morto in seguito ad un infarto. Residente in via Mascagni a Beccacivetta nel Comune di Castel d'Azzano, la donna ha lasciato un ricordo indelebile nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla e che l'hanno così descritta al quotidiano L'Arena: "Era contenta. Contava i giorni che le mancavano per andare in pensione. Ci ripeteva: 'Finalmente una vita tranquilla dopo tanti anni di lavoro'. E sorrideva e noi eravamo contente per lei. Se lo meritava dopo la vita di sacrifici che ha fatto". Affermano le amiche che poi proseguono: "Ha sempre lavorato per far crescere i figli e nonostante i sacrifici e la vita difficile, quando la incontravi ti sorrideva sempre, come se facesse la vita più bella del mondo. La sua carica umana ti coinvolgeva per una simpatia naturale ed esemplare. In questi ultimi tempi poi era particolarmente solare per l'attesa libertà che le sarebbe giunta con la pensione. Ci diceva infatti che anche se ha avuto la pensione decurtata, ha preferito accorciare i tempi per godersi finalmente la vita, ora che i figli erano grandi. Dal prossimo luglio, ripeteva, sarò la donna più felice del mondo".

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