Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Lazise / Viale Roma

Verona, tragedia sul fiume in Perù, ricerche ininterrotte. La famiglia di Marco ingaggia investigatore

Solo il corpo della giovane compagna Cristina è stato ritrovato. Manca all'appello anche il figlioletto Gabriel di 5 anni. Delusione del fratello del veronese 39enne, disperso nelle acque del Rio Maranon: "La Farnesina non ci ha mai contattato"

La lista dei dispersi riporta ancora i loro nomi. Quelli di Marco Magnani e del figlioletto Gabriel, 5 anni. Di quella terribile tragedia avvenuta nelle acque del fiume Rio Maranon, nell’Amazzonia peruviana, è riemerso solo il cadavere della mamma, Yanina “Cristina” Ruiz, 23 anni. Marco Magnani, 39 anni originario di Lazise, la moglie Cristina e il piccolo Gabriel hanno avuto un incidente domenica alle 14 (ora locale) su un'imbarcazione che procedeva lungo il corso d'acqua lungo circa 1600 chilometri, uno dei più importanti affluenti dell'alto corso del Rio delle Amazzoni. Magnani era proprietario dell'Hotel Smerlado di via Giacomo Puccini, mentre Cristina faceva la barista al bar dell'hotel “Villa Letizia” di Bardolino. Altre nove persone sono ancora ricercate dalla polizia locale.

La madre di Cristina, che abita a Bardolino, è tornata in Perù nelle scorse ore. A non demordere, a rimanere attaccato alla speranza del ritrovamento, è il fratello Flavio che chiede chiarezza su tutto quanto è accaduto su quel fiume. Il Ministero degli Esteri, che solitamente tiene i contatti con le autorità straniere, non si sarebbe ancora fatta sentire a Lazise. E al dolore della grave perdita si aggiunge quindi l’idea di essere stati abbandonati dalle istituzioni. In caso di ritrovamento la famiglia Magnani non saprebbe come agire per riportare a casa il fratello. Il personale dell’ambasciata italiana di Lima, capitale del Perù, avrebbe invece promosso ricerche ininterrotte e disposto quindi un costante pattugliamento del corso d’acqua tramite elicotteri. Le ricerche continuano da 4 giorni e ai soccorritori sarebbe stato affiancato un investigatore privato incaricato dalla famiglia veronese di fare luce sul mistero del barcone. Per ora Flavio resta a Lazise, a gestire l’hotel che portava avanti con Marco da quando il padre è mancato. Spiega il Corriere di Verona che la notizia ha fatto il giro del mondo, tanto che dopo aver visto la notizia su giornali e quotidiani locali si sono messi in contatto i parenti che hanno in Canada e Brasile.

Secondo Flavio le notizie che arrivano dall’Amazzonia sono fumose. Non si sa se a bordo dell’imbarcazione fossero presenti misure di sicurezza adeguate, anche solo salvagenti. Chi è riuscito a scampare alla morte si sarebbe aggrappato infatti ad alcuni bidoni di plastica che galleggiavano. Nessuno indossava il giubbotto di salvataggio. L’avaria del motore avrebbe messo la barca e i suoi occupanti in balia della corrente. In quel terribile momento, subito dopo al ribaltamento, Marco e Cristina si sono rituffati nel fiume per salvare il piccolo Gabriel che stava annegando.

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