Cronaca Casaleone / Via Roma

Verona, tragedia di Casaleone: fiamme e fumo ovunque, le grida disperate di Nadia. Poi il silenzio

Urla udite dal capofamiglia di 34 anni mentre quella casa si era trasformata in un inferno. Erano quelle della donna, 30 anni, che poco prima era accanto al figlioletto di 5 anni. L'uomo non li vedeva più. È saltato giù dalla finestra per dare l'allarme

Urla che mai più potrà cancellare dai suoi ricordi. Grida d’aiuto disperate, udite mentre quella casa si era trasformata in un inferno di fumo e fiamme. Erano quelle di Nadia, 30 anni, che poco prima era accanto al figlioletto Mohamed Amin di 5. Se ne sono andati abbracciati. L’ultimo tentativo di salvare il piccolo dalla furia dell’incendio scoppiata in via Roma a Casaleone è stato quello di avvolgerlo con le braccia, per evitare che respirasse quel veleno che si era diffuso in tutta l’abitazione. L’unico a scampare a quel terribile rogo è stato il capofamiglia, Khalid, 34 anni, saltato d’istinto giù dalla finestra del primo piano per chiamare i soccorsi. Ormai non riusciva più a vedere nulla, sentiva solo le grida disperate della donna, sua moglie. Ha aperto la finestra per cercare di aerare la stanza. Poi, dato che non riusciva ad avvicinarsi a Nadia e al piccolo, si è buttato per dare l’allarme. Attimi interminabili sono trascorsi prima di scorgere in lontananza le sirene e i lampeggianti dei vigili del fuoco. Lui ormai era salvo, in strada, con le mani ustionate. Poi l’intervento con le autopompe e le scale. Ma non c’era più nulla da fare per la donna e per il piccolo Mohamed. Sono stati ritrovati a letto, uno di sopra all’altra.

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Il bimbo era stato portato di sopra verso le 22. Khalid aveva impostato la sveglia alle 4 del mattino per alzarsi e andare a lavorare al caseificio di Villafranca, dove da 6 mesi era stato assunto come operaio. Lui si era addormentato e la donna era rimasta al piano inferiore perché stava parlando con la sorella al telefono. Alle 23e30 è piombata in camera da letto svegliando il marito e gli ha detto che stava andando a fuoco il soggiorno. Lui ha sceso le scale e si è reso conto di quanto grave fosse la situazione. Fiamme ovunque, dal pavimento, ai mobili, fino al tetto. Ha aperto la porta ma la ventata di ossigeno ha alimentato ancora di più il rogo. Ben presto le fiamme hanno attaccato il piano superiore e il fumo si è diffuso ovunque.

La famiglia marocchina si è trovata intrappolata nelle propria camera da letto. È stato a quel punto che l’uomo ha deciso di aprire una finestra e gettarsi per chiamare aiuto. Nadia, disperata, continuava a urlare. Tutto il vicinato si è svegliato all’alba di quella tragedia. Alcuni connazzionali che abitano di fronte a lui hanno assistito a quel terribile incendio. Un ragazzo di 24 anni confessa che i pompieri sarebbero arrivati in ritardo: ma in realtà gli equipaggi, allertati e saltati sul primo mezzo disponibile in caserma, si sono precipitati da San Pietro di Legnago. Ci hanno messo una decina di minuti ad essere sul posto. Poi sono arrivati i colleghi di Verona e i volontari di Bovolone. Alcuni conoscenti di Khalid lo hanno trattenuto dal ritornare nella casa. Doveva attendere ormai solo i soccorsi. Poi, poco dopo, il silenzio.

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