Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Arcole / Strada Provinciale 19

Verona, tragedia di Arcole: quattro stelle scolpite nel marmo per ricordare Anna, Enrico, Michel e Nico

Le opere da 50 centimetri di diametro contengono le foto di ciascun ragazzo il cui nome è inciso sulla pietra e verranno scoperte alle 17e45. Non mancherà il momento di riflessione che seguirà la commemorazione

Si chiamavano Michael Casarotto, Enrico Borseggia, Nico Bottegal, Anna Koudiakov. Avevano tutti tra i 17 e i 19 anni i ragazzi veronesi che quella maledetta notte di novembre del 2013 persero la vita per un tragico schianto in auto alla rotatoria di Arcole. Si sono susseguite tante celebrazioni, polemiche sull’introduzione del reato di omicidio stradale, tanti frasi di ricordo e persino il faccia-a-faccia tra i famigliari delle vittime e colui che è ritenuto responsabile dell’incidente, il 31 enne Roberto Tardivello Rizzi, che in base agli esami successivi all’incidente era risultato ubriaco. È accusato di omicidio plurimo pluriaggravato. Intanto proprio ad Arcole, domenica prossima 9 novembre, il giorno dell’anniversario, verranno scoperte le quattro stelle di marmo fatte realizzare dal Comune per ricordare a tutti l’immenso dolore delle tragiche perdite. Le opere da 50 centimetri di diametro contengono le foto di ciascun ragazzo il cui nome è inciso sulla pietra e verranno scoperte alle 17e45. Non mancherà il momento di riflessione che seguirà la commemorazione.

DUE MILIONI COME RISARCIMENTO ALLE FAMIGLIE. IL 31ENNE CHIEDE PERDONO

Le stelle, spiega L’Arena, saranno collocate proprio dove la Golf sulla quale viaggiavano si è capovolta. Al fianco del sindaco, Giovanna Negro, che ha voluto inserire la celebrazione all’interno della Fiera nazionale di San Martino e dell’Arcole Doc, ci saranno i famigliari, i tantissimi amici e conoscenti di Nico, Anna, Enrico e Michel, il parroco di Veronella. Attesa anche l’unica superstite della tragedia, la 17enne Sara Sinigaglia. Spiega il sindaco, sul quotidiano locale, che

«Le quattro stelle in marmo rimarranno a testimonianza di quattro vite finite troppo presto e a questi quattro giovani noi dovremo rispondere del nostro operato. Non si tratta di riaprire una ferita fresca o di rileggere una pagina di cronaca nera, ma di richiamare la responsabilità di tutti coloro che stanno al volante, perché una leggerezza o una distrazione possono costare davvero care. Dobbiamo anche trarre un insegnamento perché i giovani amici di questi quattro sfortunati ragazzi stanno insegnando a noi adulti qual è il vero valore dell'amicizia. Un legame profondo che va vissuto sempre, anche dopo la morte”.

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