Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Porto San Pancrazio / Lungadige Galtarossa

Verona, traforo, ex Gasometro, filobus: nessun reato. Vengono archiviate le indagini per 31 indagati

La Procura decide di non procedere e il giudice accoglie la richiesta. Dopo un anno di inchieste si chiude con un nulla di fatto il lavoro degli investigatori su delibere, contratti, preventivi e progetti

Dopo un anno di inchieste si va verso l’archiviazione per i 31 indagati, a vario titolo, di turbativa d’asta e abusi d’ufficio. Le grandi opere di Verona sarebbero, sotto questo profilo, “salve”. Nulla di illegale in merito agli appalti sul filobus, sul traforo delle Torricelle, sul parcheggio dell’ex Gasometro. La richiesta di non voler procedere con le indagini è arrivata dal pm Valeria Ardito, il 5 novembre scorso e il giudice per le indagini preliminari, Isabella Cesari, l’ha accolta scagionando del tutto i 31 indagati dalla Procura, riconducibili al municipio, tra cui l’assessore comunale Enrico Corsi, i dirigenti dei Lavori pubblici e al Traffico, Giorgio Zanoni, e il direttore generale dell’Amt, Carlo Alberto Voi. Per il dirigente dei lavori pubblici, in particolare, erano stati richiesti gli arresti domiciliari, poi negati dal Gip.

A spingere il pm a chiedere l’archiviazione è stata la consulenza tecnica sulle gare per le tre grandi opere in quel momento molto discusse. Un’inchiesta durata a lungo e per cui, come segnala il Corriere di Verona, era stata concessa una proroga di ulteriori sei mesi. Si erano spulciate le carte dei progetti, delibere, contratti, preventivi, studi di fattibilità. Dubbi sulla regolarità erano stati espressi, nel 2012, dal consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi che aveva puntato il dito contro un’azienda, la Mazzi costruzioni, che compariva tra le associazioni temporanee di impresa (o Rti, raggruppamento temporaneo d’impresa) che si erano aggiudicate le gare d’appalto. Tosi aveva risposto laconicamente che si trattava di “insinuazioni fatte a mezzo stampa e campate per aria”. La Procura, dopo due anni, ha messo la parola “fine” a queste “insinuazioni”. Come segnala il quotidiano locale, “le risultanze, seppure rivelino indubbie criticità” non offrono sufficienti elementi di colpevolezza. Caso archiviato.

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