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Verona, "Tosi e la querela facile contro i dissidenti": i grillini presentano esposto alla Corte dei Conti

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Gianni Benciolini domanda se "il sindaco possa utilizzare denaro pubblico per le denunce" contro giornalisti e politici. la replica: "Sporte nell'esercizio delle funzioni, non da privato"

Non bastassero i guai giudiziari che hanno coinvolto il suo ex vicesindaco, le inchieste su Agec e Parentopoli, le polemiche sulle mense scolastiche, il Movimento 5 Stelle di Verona annuncia battaglia sulla presunta “mano pesante” del sindaco Flavio Tosi in relazione alle contestazioni che gli vengono mosse. Il consigliere comunale Gianni Benciolini ha presentato un esposto alla Corte dei Conti (competente in materia di pubbliche amministrazioni) sulle spese legali che si sospetta siano state sostenute dall’amministrazione per le numerose querele per diffamazione avanzate da Tosi fin dal 2007. La domanda che pone Benciolini è se “il sindaco possa utilizzare il denaro pubblico per le sue querele” contro giornalisti, comitati di cittadini e politici. A supporto della propria tesi, gli esponenti scaligeri del Movimento fondato da Beppe Grillo, portano un parere della Corte dei Conti della Lombardia circa il caso di un sindaco che aveva sporto denuncia per diffamazione. Come spiega lo stesso Benciolini su L’Arena,

«Vi si legge», spiega Benciolini, «che gli amministratori, in questi casi, non hanno diritto a rimborsi. La giurisprudenza, recitano ben tre articoli di legge la 509 del 1979, la 347 del 1983 e la 268 del 1987, dice che un amministratore pubblico non può usufruire di rimborsi spese con soldi pubblici per proporre querele nei confronti di terzi. Un sindaco», continua il consigliere grillino, «per difendere il proprio onore e il proprio decoro può recarsi in una caserma dei carabinieri». Benciolini mostra il grosso fascicolo inviato al giudice contabile. «Il rimborso delle spese legali», esclama, «può essere chiesto solo per difendersi da una querela, e solo se viene assolto. Chiediamo poi che il Comune fornisca tutti i documenti, anche su eventuali testimoni, per sapere se ci sono stati rimborsi a loro favore».

Alla battaglia dei grillini è giunta, prontamente, la replica di Tosi, secondo cui “Le querele di cui parlano i consiglieri del M5s sono state proposte dal sottoscritto in quanto diffamato non come privato cittadino ma nell'esercizio delle sue funzioni quale rappresentante del Comune, come prevede l'articolo 50 del Testo unico enti locali in relazione a fatti ritenuti lesivi dell'ente. In ogni caso», conclude il sindaco, «le somme introitate come risarcimento vengono devolute al Comune o in beneficenza”.

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