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Da sinistra: il prefetto di Verona, Perla Styancari, il sindaco Tosi e il deputato Giorgetti

Da sinistra: il prefetto di Verona, Perla Styancari, il sindaco Tosi e il deputato Giorgetti

Verona, "Tosi attaccato al potere, arrogante e offensivo". Giorgetti: "Mafia? La prefettura si muova"

Il deputato di Forza Italia ribadisce il suo invito nel preparare l'indagine sulle presunte infiltrazioni emerse da dichiarazioni sulla puntata di Report di Rai3. E intanto il fratello Massimo chiede controlli accurati all'Ater

Il giorno dopo il bailamme scoppiato per la puntata di Report sulle presunte infiltrazioni mafiose nel Comune di Verona aveva chiesto al prefetto di intervenire con indagini celeri per chiarire i fatti. Aveva profilato il commissariamento e quindi la caduta della Giunta guidata dal sindaco Flavio Tosi. Il deputato di Forza Italia, Alberto Giorgetti, già sottosegretario all’Economia, ora rilancia la sua richiesta. Sempre più in rotta di collisione con Tosi, che lo aveva accusato di calunnia, ha invitato la Prefettura di Verona a muoversi in “tempi rapidi”. Come spiega L’Arena,

«Il sindaco», esclama Giorgetti, «è sempre più attaccato al potere. Ci sono indagini e inchieste e lui fa finta di niente e insulta chi la pensa in modo diverso con un gergo e un'arroganza inaccettabili. Secondo Tosi il sottoscritto, il Pd, i 5 Stelle e così via siamo tutti calunniatori, pazzi, idioti... Mi auguro che il prefetto si muova in tempi rapidi perché se questo è l'atteggiamento del sindaco non c'è dubbio che il clima si surriscaldi»

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A livello regionale è invece Massimo Giorgetti, fratello di Alberto e assessore ai Lavori pubblici, a volerci vedere chiaro. Avrebbe così chiesto a Niko Cordioli, presidente dell’Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale, di stilare un dossier sui lavori in cui sarebbe coinvolta l’impresa “Marziano”, citata durante la trasmissione tv di Rai3. Giorgetti intende conoscere importo, durata e svolgimento dei lavori. E nemmeno lui non ci va leggero con il sindaco, dato che lo accusa, sulle pagine del quotidiano locale, di

«atteggiamento da despota più che da sindaco» e bolla come «gravissimo» il fatto che, a suo parere, usi il suo potere «per schiacciare chiunque esprima dissenso, dimenticandosi di essere il sindaco di tutta la città». E mette in chiaro: «Le intimidazioni di Tosi, che forse è abituato a muoversi in altri ambienti, non mi faranno retrocedere».

L'ex sottosegretario fa poi sapere di aver già formalizzato la richiesta alla prefettura di istituire la commissione per far luce su presunte infiltrazioni mafiose nell'amministrazione comunale. Lo stesso Tosi si era detto disponibile a sottoscrivere tale richiesta, aggiungendo però che per dar vita a un organismo del genere «bisogna prima dimostrare che almeno un appalto è stato vinto da un'impresa legata alla criminalità organizzata, con la collusione del Comune»

Giorgetti coglie la palla al balzo: «Bene, lo dica al prefetto perché io questa richiesta l'ho già formalizzata e sono stupito che il prefetto finora non abbia fatto nulla». E continua: «Tosi dice a me di indicare appalti sospetti? Se avessi queste informazioni andrei in Procura. È il sindaco, piuttosto, ad avere tutte le informazioni sugli appalti e non capisco perché si scaldi: un accesso agli atti è anche nel suo interesse, se è tutto a posto fra tre mesi saremo tutti più tranquilli».

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