Verona, tifoso del Napoli esulta per il gol in tribuna e rischia il linciaggio dagli ultras dell'Hellas

Brutto quarto d'ora per un imprenditore partenopeo che si era recato al Bentegodi con un amico veronese. Alla rete di Martens sarebbe scattato in piedi istintivamente. Una decina di sostenitori gialloblù l'ha puntato

Il plauso era andato alle Forze dell’ordine e al servizio di sicurezza che aveva cinturato la zona stadio e impedito che le due fazioni di ultras entrassero in contatto. Evidentemente non è bastato. Emerge a ore di distanza dal match Hellas Verona - Napoli un ennesimo, preoccupante, episodio di tifo violento. La testimonianza della vittima potrebbe passare al vaglio degli investigatori della polizia ma i presunti autori di minacce e violenza sarebbero dieci sostenitori gialloblù. Individuato il tifoso azzurro, un giovane imprenditore napoletano che da 18 anni vive in Veneto, lo avrebbero rincorso cercando di prenderlo a pugni mentre un altro centinaio di spettatori incitavano al linciaggio. La sua colpa sarebbe stata alzarsi in piedi al gol del Napoli. Il racconto della vicenda si deve al quotidiano L’Arena, che spiega gli attimi concitati della tentata aggressione.

LANCIO DI BOTTIGLIE, STRISCIONI E INSULTI, ALTA TENSIONE TRA TIFOSERIE HELLAS E NAPOLI

Tutto sarebbe ovviamente accaduto domenica pomeriggio, durante la partita al Bentegodi. L'uomo si trovava in una zona della tribuna apparentemente "tranquilla" con un amico veronese. Al gol di Martens sarebbe scattato in piedi. Un gesto istintivo, spiega. Accanto a lui il conoscente che tifava Hellas e indossava pure la maglietta gialloblù. Alcuni tifosi del Verona, però, notato lo “strano gesto” del vicino di posto, hanno cominciato ad accusarlo di essere un “infiltrato”. Insulti, minacce e poi le mani addosso. Gli hanno strappato il giubbino e subito dopo sono passati all’amico napoletano. Attorno ai due si sarebbe radunata una dozzina di ultras scaligeri. Come spiega il ragazzo al quotidiano locale

“A quel punto mi sono alzato e sono andato verso di loro e gli ho spiegato che era con me e che io sono veronese” … “Ma loro continuavano a dirmi di portarlo lì che ci avrebbero pensato loro. A quel punto ho chiesto di lasciarci andare via. Ma loro hanno continuato a minacciare”

Il tifoso del Napoli ha cominciato a sudare freddo. Come in un film, avrebbe cercato con la testa qualche persona che potesse aiutarlo.

“Ma c'era un unico steward che non è intervenuto, mentre gli unici poliziotti erano al di là della recinzione, nella curva del Napoli”… “Uccidetelo, uccidetelo, continuavano a dire, ho avuto veramente paura di morire”

L’unica possibilità sarebbe stata dunque la fuga. I due amici hanno sceso le scale degli spalti “schivando una serie di pugni”. Prima di guadagnare l’uscita sarebbero passato altri momenti terribili perché il lucchetto del cancello era chiuso e gli steward lontani. A salvarli sarebbe stata la corsa e il vantaggio accumulato sugli esagitati tifosi scaligeri.

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