Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Porto San Pancrazio / Lungadige Galtarossa

Verona, Testi e la finta paletta della polizia sul Suv. I sindacati "sconcertati": "Reazione inaccettabile"

L'attore, dopo il patteggiamento dal giudice, si era detto "deluso" dal comportamento delle divise. I Siulp di Verona. "Gli agenti non interpretano la legge, ma si limitano a riferire alla Procura fatti penalmente perseguibili"

"Increduli e sconcertati". Questo lo stato d'animo che dichiarano i sindacati di polizia veronesi alle dichiarazioni rilasciate alla stampa locale dal noto attore Fabio Testi, a commento della sentenza, per cui ha patteggiato una pena di 5 mesi, per aver esposto una paletta riproducente quelle segnaletiche in uso alla polizia di Stato.

"È evidente - spiega il segretario provinciale del Siulp, Davide Battisti - che, nonostante nella sua lunghissima carriera abbia ricoperto più volte il ruolo di poliziotti eroici, le affermazioni rese da Testi dimostrano che del lavoro dei poliziotti, quelli veri, quelli per intenderci che guadagnano cifre infinitesimali rispetto a quelle alle quali lui è probabilmente abituato, ha capito ben poco. Perché i poliziotti, diversamente da quanto lui ritiene, non interpretano la legge, ma si limitano a riferire alla Procura, come loro dovere, fatti penalmente perseguibili". L'attore 72enne nato a Peschiera, era stato "beccato" da due vigilesse nel novembre 2012 in via Negrelli per aver parcheggiato sulle strisce pedonali: sul cruscotto del suo Suv Mercedes era esposta una finta paletta della polizia. Un reato a tutti gli effetti: dopo gli accertamenti Testi è finito a processo per “possesso di segni distintivi contraffatti”. Arrivata la sentenza era stato interpellato dalla stampa e si era detto "deluso" del comportamento dei poliziotti. Che ora hanno deciso di commentare le sue dichiarazioni.

Continua Battisti del Siulp: "Il suo tentativo di addebitare all’eccesso di rigore dei poliziotti la sua disavventura giudiziaria, mettendone in discussione la correttezza comportamentale, è inaccettabile. La condotta posta in essere dal signor Testi è espressamente censurata da una puntuale previsione legislativa. Quella in virtù della quale, ai nostri colleghi intervenuti sul posto, non era concessa alcuna discrezionalità. Perché il dettaglio non proprio irrilevante trascurato da Fabio Testi è che il poliziotto che non riferisce un fatto reato di cui ha avuto notizia commette un’omissione penalmente perseguibile".

"Testi è dunque libero di manifestare la sua delusione per essersi trovato al cospetto di poliziotti inflessibili. A ben vedere l’aver reso pubblico questo suo sentimento rappresenta per noi un motivo di orgoglio, perché offre anche al comune cittadino la dimostrazione che i poliziotti della questura di Verona non sono abituati a riservare trattamenti di favore. Nemmeno ad attori di risalente fama. E proprio per la positiva immagine di cui ha tratto indiretto beneficio la Questura di Verona, chiederemo al questore di Verona, Vito Danilo Gagliardi, di riconoscere ai colleghi coinvolti un formale apprezzamento".

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